Coppa d’Africa, è il giorno delle semifinali: tutto il Marocco si ferma per la sfida alla Nigeria, Salah ritrova Mané
Una delle coppe d’Africa più bagnate della storia – impressionanti le immagini della pioggia che ha accompagnato il torneo marocchino dal 21 dicembre a oggi – entra nell’ultimo giro di pista: mercoledì 14 gennaio, le due semifinali, quella dei padroni di casa contro la Nigeria (Rabat, ore 21), preceduta alle 17 a Tangeri da Egitto-Senegal, ci consegneranno i nomi di chi, domenica, si sfiderà per portare a casa il trofeo. Il Marocco aspetta questo giorno dal 1976. L’Egitto, con sette trionfi in testa nell’albo d’oro, è a secco dal 2010. La Nigeria dal 2018. Il Senegal dal 2021. Nel 2023 trionfò la Costa d’Avorio, spazzata via nei quarti dall’Egitto.
Marocco-Nigeria fermerà il paese per due ore. Trentotto milioni seguiranno con tutti i mezzi possibili la sfida di Rabat. L’ultima semifinale con i Leoni dell’Atlanta in campo risale a 22 anni fa. Il Marocco ha la miglior difesa (appena 1 gol subito, realizzato dal Mali nella fase a gironi), ma la Nigeria replica con il miglior attacco (14 reti). La nazionale di casa schiera il bomber del torneo: il “madridista” Brahim Diaz, a quota 5. I nigeriani Osimhen e Lookman, nostre conoscenze, hanno realizzato rispettivamente 4 e 3 gol. Il Marocco è trascinato dal paese e da un governo che ha investito notevoli risorse per costruire e ristrutturare gli stadi, sottraendo denaro importante ad altri settori vitali, come ad esempio quello della sanità.
La Nigeria, come spesso accaduto in passato, ha regalato titoli per i consueti litigi tra squadra e federazione, argomento – pure qui solita storia – i premi in denaro. Ma stavolta c’è stato qualcosa in più a tormentare le giornate delle Super Aquile, fuori dal mondiale 2026: il plateale litigio in campo che ha avuto per protagonisti Osimhen e Lookman. Argomento di discussione: un – presunto – eccesso di egoismo da parte dell’atalantino, sottolineato dall’ex napoletano con la frase “il calcio è un gioco di squadra”.
Marocco e Nigeria si sono affrontate otto volte, con i Leoni dell’Atlante in leggero vantaggio (cinque vittorie a tre). In Coppa d’Africa, questa semifinale è un remake della lontana sfida del 1980, vinta dalla Nigeria 1-0 a Lagos. Il panorama dei giocatori importanti si allarga sul fronte marocchino con Hakimi e il portiere Bounou, mentre, sull’altro versante, il capitano Ndidi (Besiktas), Iwobi (Fulham), l’ex milanista Chukwueze (Fulham) e Adams (Siviglia) sono le altre pedine importanti. Tra gli “italiani” della banda di Augustin Eguaoven, il laziale Dele-Bashiru e il pisano Akinsanmiro. Il difensore Calvin Bansey è nato ad Aosta, ma quando era bambino i genitori si trasferirono in Inghilterra ed è cresciuto nel settore giovanile del Leicester.
La partita vale molto per il Marocco e moltissimo per il ct, Walid Regragui. Un ko potrebbe mettere in discussione la sua posizione: “La Nigeria ha buoni giocatori e una panchina profonda, ma la cosa importante è che dobbiamo essere mentalmente forti per non permettere al nostro avversario di respirare. Noi siamo cresciuti di partita in partita e questo mi rassicura. Vogliamo la finale per regalare una gioia al nostro popolo”.
Senegal–Egitto vive soprattutto sulla sfida a distanza di illustri ex compagni di squadra di Liverpool, Sadio Mané e Mo Salah. I due attaccanti non ebbero uno splendido rapporto. Gelosie, capricci e accuse di egoismo a Salah da parte di Mané. L’egiziano è in caduta libera a Liverpool. È entrato in rotta di collisione con il tecnico olandese Arne Slot e la sua polemica ha regalato materiale in abbondanza ai giornali. In Coppa d’Africa si è ritrovato, firmando quattro gol. “Per me forse è l’ultima occasione per vincere finalmente questo torneo”. Mo, 33 anni, ha segnato un totale di 11 reti nella fase finale della Coppa d’Africa ed è a quota 4 nel torneo attuale.
Mané, 34 anni ad aprile, dopo l’esperienza al Bayern Monaco si è accasato in Arabia Saudita, all’Al Nassr. Non ha brillato in Marocco, ma resta una figura chiave del Senegal. Non dimentica il passato con Salah. “Penso che Mo sia un ragazzo molto simpatico, anche se in campo a volte mi passava la palla e a volte no. Ricordo ancora una partita in cui ero davvero, davvero arrabbiato perché lui non mi passò quasi mai il pallone”, ha detto nel podcast Rio Ferdinand Presents.
L’Egitto ha un conto in sospeso con il Senegal. Nel 2021, i Faraoni persero ai rigori la finale della Coppa d’Africa e nel marzo 2022, furono ancora superati al dischetto nello spareggio per la qualificazione al mondiale in Qatar. Il penalty decisivo fu realizzato da Mané, mentre Salah fece cilecca. In rosa, nel Senegal, il quasi ex laziale Dia, mentre, nell’Egitto, spiccano Marmoush, attaccante del Manchester City e Mahmoud Trézéguet, bomber dell’Al Ahly.
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