Aggressioni a Termini, già in libertà i 2 fermati per il pestaggio del rider. Maxi blitz di carabinieri e Finanza nell’area della stazione
Incredibile ma vero. Mentre il governo licenzia la stretta con un nuovo pacchetto sicurezza e la violenza dilaga nelle metropoli alcuni giudici sembrano allentare la presa. Sono tornati in libertà a tempo di record i due ragazzi, 18 e 22 anni, accusati di aver pestato un rider tunisino lo scorso sabato nei pressi della stazione Termini a Roma. Nello stesso giorno dell’aggressione a un funzionari del ministero delle Imprese, ancora ricoverato al Policlinico Umberto I. Lo ha deciso il gip al termine dell’udienza di convalida dei due fermi. Per l’accusa di rapina e lesioni il magistrato ha convalidato il fermo, senza però disporre alcuna misura cautelare. Uno dei due accusati ha precedenti ma è regolare, l’altro fermato, 18enne, è un clandestino.
Termini, in libertà i due fermati per il pestaggio del rider
Contemporaneamente al rilascio è partita un maxi blitz di carabinieri e Fiamme Gialle nell’area dello scalo più importante d’Italia, zona franca in balia di gang criminali, spesso nordafricane, violenze, rapine e spacciatori. Il primo bilancio è di 5 arresti e 12 denunce. Due le persone arrestate per droga, una per furto aggravato, due per resistenza a pubblico ufficiale. Al setaccio anche sei B&b, ove sono in corso accertamenti. Come promesso dal governo e sollecitato da molti esponenti di Fratelli d’Italia (tra i primi a chiedere un imponente bonifica Fabio Rampelli) è stato messo in piedi un pesante dispositivo di sicurezza. Impiegati assetti specializzati, rinforzi forniti dal Comando Generale dell’Arma dei carabinieri. Oltre ai militari della “Compagnia Tuscania”, sono infatti impegnati uomini e mezzi del 1° Reggimento carabinieri Paracadutisti, unità cinofile per la ricerca di armi e stupefacenti e un elicottero del Nucleo Elicotteri carabinieri di Pratica di Mare.
Maxi blitz di polizia e Fiamme Gialle nell’area della stazione
“È in corso un’ampia operazione di controllo straordinario del territorio” attorno allo scalo ferroviari, fanno sapere le autorità di pubblica sicurezza. L’intervento, coordinato dai carabinieri del Comando Provinciale di Roma, mira a “contrastare i fenomeni di microcriminalità diffusa. E a garantire una maggiore cornice di sicurezza urbana in uno dei principali snodi della Capitale”. In linea con le direttive del prefetto di Roma Lamberto Giannini e condivise in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Compagnia Tuscania, 1° Reggimento Paracadutisti, Baschi Verdi
All’operazione hanno partecipato attivamente anche militari della Guardia di Finanza, anche attraverso l’impiego dei «Baschi Verdi», fornendo supporto importante nell’attività di controllo negli ambiti di specifica competenza.
Le attività si sono concentrate in piazza dei Cinquecento, con particolare attenzione all’area dei portici e al quadrilatero compreso tra via Giolitti, via Cavour, via Massimo D’Azeglio e via Amendola. I Nas (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) e il Nil (Nucleo Ispettorato del Lavoro), invece, hanno svolto controlli amministrativi presso gli esercizi pubblici della zona per accertare il rispetto delle norme igienico-sanitarie e la regolarità delle posizioni lavorative.
Rampelli: non daremo tregua al malaffare
“Continueremo a non dare tregua al malaffare e alla violenza predatoria che sta desertificando il rione, trasformandolo in una terra di conquista per criminali senza scrupoli”, è stato il commento soddisfatto di Fabio Rampelli dopo l’inizio della bonifica nella zona di Termini e dell’Esquilino.
Identificato un altro possibile aggressore del funzionario del Mimit
Intanto è stato identificato dalla polizia, ma è ancora ricercato, un altro uomo che avrebbe preso parte alla brutale aggressione avvenuta sabato scorso in via Giolitti, a ridosso della stazione Termini di Roma, di cui è stato vittima il funzionario del Mimit ancora ricoverato al Policlinico Umberto I. La Squadra Mobile della Capitale e i poliziotti del commissariato Viminale stanno infatti da giorni visionando le immagini delle telecamere per identificare l’intera gang.
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