Federica Curiazzi: “Un anno di aspettativa non retribuita per puntare all’atletica. La maratona di marcia un’opportunità”
2025 da sogno, con la qualificazione ai Mondiali ed il 17mo posto in quel di Tokyo, nel 2026 un nuovo obiettivo. Il consueto appuntamento con l’atletica su OA Sport TV è dedicato a Federica Curiazzi, 33enne marciatrice azzurra, che nonostante non sia in nessun’arma, quindi non professionista, si sta facendo valere ad altissimi livelli. Prossimo obiettivo il debutto sulla 42,195 km, la distanza della maratona di marcia.
La stagione migliore della carriera: “La ribalta è arrivata in modo tardivo purtroppo. C’è sempre qualcosa da migliorare, ma quest’anno è stato un anno di svolta che sono riuscita ad ottenere grazie al fatto che ho preso un anno di aspettativa al lavoro non retribuita, dedicandomi completamente all’atletica grazie al mio personale investimento di tempo e risorse, e ha pagato, devo dire che ha pagato innanzitutto dal punto di vista proprio motivazionale”.
E ancora: “Io già da settembre, subito dopo i Mondiali, sono tornata a scuola perché faccio l’insegnante, non nascondo il fatto che si sia profilato l’inverno più complicato dello scorso, proprio perché ho dovuto ricominciare a integrare una nuova routine con le sue nuove difficoltà. Ricominciare a integrare una nuova routine con le sue nuove difficoltà, tornare a occupazioni lavorative impegnative diverse e tra l’altro farle conciliare con una distanza più lunga degli anni scorsi, perché preparerò quest’anno la maratona”.
Sui progressi di quest’anno: “Ho ritoccato il personale su tutte le distanze, devo dire che da un paio di distanze mi aspettavo anche qualche secondo in meno, ma come ho detto poi è sempre più facile sulla carta che nella realtà”.
Sull’esperienza iridata: “Sì, sono molto felice proprio dell’esperienza, diciamo, oltre che del risultato. Come dicevo prima, io poi sono molto oggettiva, forse troppo, anche abbastanza severa con me stessa. Se forse lo fossi stata di meno, anche in passato avrei raccolto di più. Per cui poi, subito dopo la gara, subito dopo che era scesa l’adrenalina, c’è scappata la critica subito nei miei confronti. Insomma, non sono mai veramente soddisfatta e forse questo è un bene, però l’esperienza è stata veramente sensazionale, a parte il periodo di adattamento in Giappone, che è un paese molto diverso da ciò a cui siamo abituati, per cui è anche un’esperienza di vita. Poi il raduno, la convivenza con gli atleti di tutto il mondo, anche quelli che siamo soliti vedere in tv, lo stadio. Non dimentichiamoci che per la prima volta, dopo tanto tempo, noi marciatori a livello internazionale a un mondiale siamo entrati e partiti e arrivati allo stadio”.
Gli inizi con la marcia: “Io ho iniziato da giovane, non da piccolissima, ero in seconda media e facevo le gare della scuola, quindi mi piaceva più che altro correre le campestre, il mezzofondo, e mi sono ritrovata a essere bravina, e quindi anche al piacere di correre con i maschi, arrivare prima nelle gare scolastiche”.
In carriera anche una fase di stop: “Io sono stata ferma tutto il 2016, tutto il 2017, tutto il 2018 e ho ripreso nel gennaio 2019. A marzo-aprile ho fatto la mia prima 50 e a maggio la seconda e ho ricominciato così con le nazionali”. E ancora: “Non avrei mai immaginato che la seconda parte della mia carriera sarebbe stata migliore della prima”.
Sulla maratona: “Ho una buona base che mi è stata data da aver fatto 50 e 35, ho notato che i primi anni sono sempre quelli un po’ più facili. Storicamente ho visto i tempi con cui si sono vinte le medaglie nelle specialità ‘nuove’. Potrebbe essere un’opportunità di fare bene. È un po’ una sfida, la maratona non l’ho mai fatta”.
Sulla possibilità olimpica: “Non nego che dall’anno prossimo, volendo provare il tutto per tutto, vista l’età con l’ultima opportunità che ci sarà nel 2028, ci proverò”.
Il debutto stagionale: “Ci saranno i Campionati italiani in provincia di Bari il 25 gennaio. Il primo vero appuntamento internazionale sarà ad aprile il campionato del mondo a squadre a Brasilia”.