“Evanland è l’unico raduno dove nessuno fuma le canne. Bastano stima e senso di comunità. Ma non è una promozione sulla felicità della vita”: così Gio Evan
Il popolo televisivo più “pop” lo ha conosciuto nel 2021, quando al Festival di Sanremo ha presentato il brano “Arnica”, che si è classificato al 23esimo posto. Ma Gio Evan catalizza ormai da qualche anno l’attenzione non solo dei suoi fan, ma anche dei curiosi che partecipano in massa a quello che viene considerato “il raduno dei buoni”, Evanland che torna il 25 e 26 luglio per la quinta edizione.
“Il raduno dura 48 ore e ci sono dei workshop, gli esercizi di comunità perché quello che vorrei sempre accadesse è il senso di accoglienza e di accettazione verso l’altro. E mi piace che accada nella natura. Mi piace dire che questo è il primo festival non dove non fa uso di canne, perché davvero non ce n’è bisogno! C’è l’attenzione verso l’altro, ma attenzione non è una promozione sulla felicità della vita”.
Gio Evan ha annunciato che il 25 luglio si esibiranno Cisco e gli ex Modena City Ramblers, che celebreranno i 30 anni del disco “La grande famiglia”i. Tra gli ospiti della prima giornata di Evanland ci sarà anche il musicista colombiano Montoya. Il 26 luglio saliranno sul palco i Vazzanicchi, guidati da Valerio Lundini. Ma sono solo i primi nomi confermati.
Ma non solo: dal 6 febbraio esce in digitale l’album “L’affine del mondo live”, Il 22 marzo tappa a Londra all’Islington Assembly Hall per un concerto speciale, il 20 giugno partirà da Villa Ada di Roma “Extra Terrestre”, il nuovo tour “musicale, comico e spirituale” che aiuterà a “riflettere sulla contemporaneità, sulla tendenza all’accumulo e il conseguente allontanamento dall’essenziale”.
Infine dal 31 marzo, sarà disponibile nelle librerie il nuovo romanzo di Gio Evan “La gioia è un duro lavoro” (Feltrinelli). Una storia intima, sospesa tra sogno e realtà, in cui l’artista si confronta con la scomparsa della madre cercando un senso alla sua assenza e intrecciando il dolore agli insegnamenti spirituali ricevuti dal suo maestro. “Cerco di sdoganare il concetto della morte, – ha detto – che va guardata in faccia senza alcun problema e accolta”, ha spiegato durante l’incontro con la stampa milanese.
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