Francisca da Dogliani per il casello a Bajo Piace svincolo leggero alla San Bernardo
Borgofranco d’Ivrea
Sarà pure stato escluso dalle riunioni del piano speditivo connesso alla frana di Quincinetto, ma è andando direttamente dal numero uno del gruppo Fininc a cui fa capo il nuovo gestore dell’autostrada Torino-Quincinetto, che il sindaco di Borgofranco ha aperto uno spiraglio circa la fattibilità del casello sull’A5 all’altezza di Bajo Dora, lo svincolo rientrante tra i punti cardine della sua battaglia contro i mezzi pesanti in paese, la cui documentazione con tanto di protocolli firmati dall’ex Provincia di Torino giace nei cassetti del municipio da una ventina di anni. Fausto Francisca ha incontrato l’ad Claudio Dogliani, nipote di Matterino, fondatore del gruppo cuneese da 300 milioni di fatturato e 1.500 addetti che tramite Itc si è aggiudicato la concessione della bretella Ivrea-Santhià e dell’A5, a dicembre 2024, scalzando Ativa dei Gavio.
Si può fare
La visita di Francisca ai piani alti di Itc si è conclusa positivamente. Perché sì, secondo Dogliani ci sarebbe margine anche a Bajo per un casello a raso, leggero, privo di gabbiotto e barriere fisiche e con pagamento automatico (o posticipato), esattamente come da idea di Francisca e come è già stato ipotizzato per il casello all’altezza di San Bernardo di Ivrea, questo legato al progetto del nuovo ospedale di Ivrea e quindi viaggiante su un altro binario. «Questi caselli implicano un sistema di esenzione più semplice – rammenta Francisca –, dove il ticket è emesso per i tratti effettivamente percorsi, e senza comportare fermate alla barriera», il che significa niente code grazie allo scorrimento veloce e minor impatto ambientale. Francisca fa il punto della situazione dal suo ufficio in Comune, non prima di aver aperto le immagini che documentano l’impatto sul centro di Borgofranco del passaggio di 24mila veicoli al giorno. Di questi 4mila sono mezzi pesanti: «Guardi qui, le crepe dentro casa si ritrovano giù in centro. Per strada noi abbiamo i tombini fuori asse, scalzati dal peso dei tir».
I fondi dal nodo idraulico
La bella notizia: «Per il nuovo concessionario non ci sarebbero problemi ad aprire a Bajo un casello leggero, ha dato disponibilità. I fondi potrebbero provenire dalle compensazioni frutto di un accordo della concessione autostradale in relazione al Nodo idraulico. Per far sì che ciò avvenga, è necessario però che il Ministero sia d'accordo e che venga inserito un progetto specifico. Ma prima andrò da Cirio per ottenere l'approvazione della Regione».
Brevi raccordi a due rotonde
Il casello di Bajo sarebbe collegato con una strada di poche centinaia di metri alla viabilità esistente, sfruttando le due rotatorie a Nord-Est e a sud della frazione, sulla provinciale 69. Provando a immaginare il beneficio in termini di mitigazione del traffico pesante, per la direzione Valle d’Aosta i camion da Torino/Milano potrebbero uscire a Bajo Dora invece che a Quincinetto o Ivrea, e raggiungere direttamente la zona industriale e la statale 26, senza attraversare il centro di Borgofranco. I tir provenienti dalla Valle d’Aosta invece potrebbero entrare in A5 a Bajo Dora invece che restare a lungo sulla statale 26 fino a Ivrea o Albiano, limitando quindi il traffico di attraversamento. In scenari di emergenza (frana di Quincinetto, lavori, chiusure parziali), il casello servirebbe come punto di raccolta per instradare i tir sull’autostrada quando disponibile, o tenerli su percorsi esterni quando si usa la statale. I benefici «li avrebbero anche Montalto e la stessa Ivrea, una volta aperto il casello di San Bernardo».
Da Bajo all’area industriale
Collegato al casello di Bajo e utile a decentrare i tir diretti all’area industriale ex Alcan, c’è poi il progetto della circonvallazione di Borgofranco di cui Francisca spera di veder finanziato almeno un primo lotto, ma senza farsi troppe illusioni. Qui il discorso si complica. Il tracciato rientra nella più ampia “variante alla statale 26 in sponda sinistra” e interventi provinciali sulla sp 69 e sp 73 che collegano la zona di Bajo Dora con la 26 a sud di Borgofranco, evitando l’attuale attraversamento urbano di via Aosta. In buona sostanza, la circonvallazione va pensata come una bretella esterna che aggirerebbe il paese a valle e andrebbe a collegare le due sponde della Dora, per servire direttamente la zona industriale oggi raggiunta attraversando il centro. Ma l’opera da anni è ferma alla fase embrionale. Di concreto c’è solo il progetto di fattibilità redatto da Anas e inserito in un protocollo d’intesa sottoscritto nel 2013 tra Regione, Città metropolitana, Rfi, Anas e i Comuni della zona. In pratica, ancora oggi non esiste una copertura finanziaria certa, e l’intero pacchetto (bretella più due sovrappassi, più una galleria e l’intera viabilità di completamento per un costo di 85-86 milioni di euro) resta privo di un quadro finanziario vincolante e ripartito tra gli enti.
Un lotto è meglio di niente
Per questo Francisca ha pensato a tre lotti, puntando per ora solo al primo da 25 milioni di euro. «Il problema di queste cose è riuscire a far sedere tutti attorno a un tavolo, io sono andato da tutti e ho parlato con tutti, ma soldi non ce ne sono. Una copertura di 25 milioni però è alla portata». Come dire, per adesso concentriamoci sul casello. «Il mio timore è quando sulla bretella Ivrea-Santhià andranno a demolire e ricostruire il viadotto Camolesa – dice poi –. Adesso sul bypass passano anche i camion, ma a lavori in corso?». A segnare la memoria collettiva è stato a luglio del 2012 il ribaltamento in autostrada, all’altezza di Bajo, di un mezzo contenente acido nitrico che aveva richiesto ore e ore per la rimozione e la bonifica. L’autostrada era stata chiusa in entrambi i sensi di marcia tra Ivrea e Quincinetto e il traffico pesante aveva intasato la viabilità locale, da Albiano a salire, per un giorno intero. E nel 2019, per due volte, ci si mise la frana di Quincinetto a creare problemi, muovendosi più di un centimetro al giorno in seguito a un’estate particolarmente piovosa: con l’autostrada chiusa per scongiurare ogni rischio di caduta massi, Borgofranco si ritrovò nuovamente paralizzato nella morsa del traffico.