La crisi mistica di Landini. Santifica il centro sociale Spin Time a Roma: “È benedetto, ci sono stati due papi”
“Questo è un posto benedetto, ci sono stati due papi”. A dirlo non è un prete e tantomeno il conduttore televisivo Alberto Angela, ma il segretario della Cgil Maurizio Landini, che si è recato al centro sociale occupato Spin Time di Roma, in via Santa Croce di Gerusalemme. E perché mai il “santo protettore” degli scioperi si trovava proprio lì e non a un raduno di rabbiosi pro-Pal e anti-meloniani? Per partecipare al convegno intitolato “Ci siamo. Pensare un mondo e una Cgil possibili”. Insomma, Landini si è sperticato in un elogio religioso piuttosto incoerente: ci risulta infatti che tra i dieci comandamenti ci sia la raccomandazione a “santificare le feste” e non i centri sociali.
Landini santifica lo Spin Time: “È benedetto, ci sono stati due papi”.
Poi, da bravo pastore dei progressisti, si è lanciato in una parabola di speranza: «Credo ci sia un impegno esplicitato da parte del sindaco e del Comune di Roma di affrontare la questione, quello che è avvenuto in questo luogo è una pratica molto buona che va valorizzata». E ancora: «Non è una realtà fine a se stessa, ma il simbolo di come si possono garantire in una città i diritti delle persone nel rispetto delle regole. È utile e insegna che si possono affrontare i problemi e si può farlo in maniera positiva e intelligente». Appunto, bisogna rispettare le normative, quello che Spin Time non fa visto che è abusivo. «Sogna, ragazzo, sogna», cantava Roberto Vecchioni: un consiglio che Landini sembra aver preso alla lettera.
Confusione anche sui rapporti con Confindustria
Successivamente, il segretario della Cgil ha menzionato anche i suoi prossimi incontri con le altre sigle, non sindacali: «Nei prossimi giorni avremo degli incontri e dei confronti con Confindustria, Confcommercio e con le associazioni imprenditoriali, perché vogliamo cancellare i contratti pirata e affermare un modello contrattuale basato su democrazia e partecipazione». Magari potrebbe iniziare a cancellare i contratti a 5 euro che lui stesso ha firmato, o forse per recuperare all’errore ci vorrebbe un miracolo.
Uno spirito (demo)cristiano
A quanto pare, Maurizio Landini non ha soltanto riscoperto la fede, ma anche un certo spirito democristiano. Da un lato ha incensato l’esecutivo italiano, spiegando all’Adnkronos che la decisione sul Board of peace «è assolutamente una buona notizia, importante che sia stata concordata anche con il Presidente della Repubblica e che il governo parli di un problema di rispetto della Costituzione, un fatto molto positivo. È un primo segnale che deve allargarsi ad altri temi».
Non ha riservato lo stesso gradimento per eventuali riforme: «La Costituzione non va cambiata ma applicata: sulla magistratura e sul lavoro non si sta andando in quella direzione». Infine è tornato sui rapporti dell’Italia con gli Usa: «Ma considero la decisione assolutamente condivisibile anche perché il tentativo di cancellare i palestinesi non è finito, quindi è importante che ci sia una pressione internazionale forte per cambiare le politiche sbagliate che il governo Netanyahu sta facendo». L’assist alla Meloni rimane desueto, visto che un tempo il segretario della Cgil inneggiava alla «rivolta sociale». Insomma, una botta al cerchio e una alla botte, ma solo se fa contenta l’ottica ideologica.
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