Bonus casa, in arrivo 200mila lettere del Fisco: chi rischia e come mettersi in regola
Bonus casa, in arrivo 200mila lettere del Fisco: chi rischia e come mettersi in regola
Il Fisco si prepara a una nuova e ampia campagna di controlli che, nei prossimi tre anni, porterà all’invio di circa 200mila lettere ai contribuenti che hanno usufruito dei bonus edilizi senza aggiornare correttamente la rendita catastale del proprio immobile. Non si parla più soltanto di Superbonus, come avvenuto in passato, ma di tutte le principali agevolazioni per la casa, dal bonus ristrutturazioni all’ecobonus, fino al bonus facciate.
Chi ha effettuato lavori edilizi beneficiando degli incentivi fiscali e presenta una situazione catastale poco chiara o non aggiornata potrebbe quindi ricevere una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di lettere di compliance, pensate per invitare il contribuente a verificare la propria posizione e, se necessario, a regolarizzarla con sanzioni ridotte.
Non solo Superbonus: il raggio dei controlli si allarga
Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, la nuova strategia dell’Agenzia delle Entrate non sarà limitata agli interventi finanziati con il Superbonus 110%. Nel mirino finiranno anche coloro che hanno beneficiato di agevolazioni edilizie considerate “ordinarie”, ma che hanno comunque inciso sul valore dell’immobile senza procedere all’aggiornamento catastale.
Il piano, contenuto nel Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio dell’Agenzia, prevede un’azione graduale tra il 2026 e il 2028. Nel dettaglio, nel 2026 partirà una prima tranche di 20mila lettere, a cui seguiranno 50mila comunicazioni nel 2027 e altre 50mila nel 2028, per un totale di circa 120mila invii legati alle rendite catastali. A questi si aggiungeranno ulteriori lettere relative ad altre anomalie, fino a raggiungere quota 200mila.
Rendita catastale e crediti incassati: cosa controlla il Fisco
Il cuore dei controlli riguarda il rapporto tra il credito fiscale ottenuto e il valore catastale dell’immobile. In passato, l’attenzione era rivolta soprattutto ai casi più eclatanti, in cui il valore dei lavori risultava sproporzionato rispetto alla rendita catastale, con differenziali anche superiori al 300%.
Ora l’Agenzia delle Entrate abbassa la soglia di attenzione: potrebbero essere verificati anche casi con scostamenti attorno al 100%, quindi situazioni meno evidenti ma comunque ritenute anomale. L’obiettivo è individuare immobili che, dopo interventi significativi di ristrutturazione o riqualificazione energetica, avrebbero dovuto essere accatastati con una rendita più elevata.
Ampliamenti e difformità: sotto osservazione anche i dati georeferenziati
Un altro fronte di verifica riguarda il confronto tra dati catastali e informazioni georeferenziate. In pratica, il Fisco incrocerà le banche dati per individuare eventuali ampliamenti o modifiche non dichiarate, come la realizzazione di garage, pertinenze, depositi o locali accessori.
Per questo filone di controlli sono previste altre 120mila lettere complessive, distribuite nel triennio: 20mila nel 2026, 40mila nel 2027 e 60mila nel 2028. Anche in questo caso, l’intento iniziale non è sanzionatorio ma collaborativo.
Lettere di compliance: cosa succede se arrivano
Le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate sono, nella maggior parte dei casi, inviti a regolarizzare la propria posizione. Chi riceve una lettera potrà verificare i dati segnalati, fornire chiarimenti o procedere all’aggiornamento catastale pagando sanzioni ridotte rispetto a quelle previste in caso di accertamento vero e proprio.
Ignorare la comunicazione, invece, può avere conseguenze ben più pesanti: se l’irregolarità viene accertata successivamente, il contribuente rischia sanzioni più elevate, il recupero delle imposte dovute e, nei casi più gravi, anche contestazioni sui bonus fruiti.
Per chi ha usufruito delle agevolazioni edilizie negli ultimi anni, il consiglio è quindi uno solo: verificare per tempo la propria situazione catastale. Mettersi in regola prima dell’arrivo di una lettera può evitare problemi, costi aggiuntivi e lunghe procedure con il Fisco.
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