Orosia, vita sostenibile a Casa Magnolia a Bollengo
BOLLENGO. Una casa, una regista, un vino: tutti elementi legati da un filo sottile che passa in regione Piane a Bollengo. A tirarlo, quel filo, è Emanuela Piovano, regista di fama internazionale e anche custode di un angolo di mondo chiamato Casa Magnolia. Incastonata nell’anfiteatro morenico di Ivrea, lungo i passi lenti della Via Francigena, la casa è una scatola, un contenitore che racchiude il progetto Orosia. Che non è solo un’azienda vitivinicola: è un atto politico, poetico e, soprattutto, profondamente umano. Il nome stesso racchiude un auspicio e una missione: oro sia. «Io sono una pioniera della cultura a chilometro zero e ho sempre lavorato a Torino credendo fortemente ad una decentralizzazione dei saperi – afferma Emanuela Piovano – dopo varie peregrinazioni abbiamo trovato questa dimora e da qui è nato il nostro progetto».
Casa Magnolia è una magione risalente al 1600, inserita perfettamente nel paesaggio della Serra d'Ivrea, lungo l'antico tracciato della via che da Canterbury passa per Roma e arriva fino a Santa Maria di Leuca. La struttura conserva l'impianto delle grandi dimore di campagna piemontesi, con ampi spazi interni (come la grande cucina, oggi fulcro degli eventi) e un giardino che ospita la secolare magnolia che dà il nome alla casa. Nel corso del ’900 la tenuta appartenne anche alla Olivetti. L'acquisizione si inseriva nella sensibilità dell’azienda di Ivrea per la tutela e la valorizzazione della Serra d'Ivrea con l'obiettivo di proteggere il paesaggio rurale acquisendo proprietà storiche o dismesse. Nel 1982 la tenuta fu sottoposta a un ampio progetto di rinascita e la villa venne restaurata dallo studio Hutter - Cordero, allievi di Carlo Molino, secondo un linguaggio razionalista ispirato all'Art Brut recuperando anche i vigneti e il terreno circostante.
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VITA INSIEME E SOSTENIBILE
Nacque così il progetto di co-housing e vita sostenibile. Emanuela Piovano è una regista, produttrice e distributrice. Tra le sue opere troviamo Le rose blu, una pellicola girata nel 1989 su un incendio che il 3 giugno di quello stesso anno distrusse una prigione femminile italiana provocando la morte di undici detenute, Le stelle inquiete un lungometraggio del 2011 dedicato alla figura della filosofa francese Simon Weil, L’età d’oro, film del 2015 con Laura Morante. Laureata in storia e critica del cinema a Torino, Piovano inaugura il primo Torino Film Festival. Fonda la KitchenFilm, società di produzione cinematografica. Il recupero della struttura da parte di Emanuela Piovano non è stato un semplice restauro architettonico, ma un'operazione culturale. Per la regista, la casa rappresenta il quartier generale del Progetto Orosia, un luogo dove la conservazione delle mura storiche cammina di pari passo con una riflessione sugli stili di vita. Orosia è diventato nel tempo un esperimento di vita comunitaria e sostenibile.
Qui, a Casa Magnolia, il co-housing non è un concetto astratto da rivista di architettura o da esercizio dialettico per la società del futuro, ma una pratica quotidiana di condivisione e resistenza culturale che va avanti da tempo. «All’esordio di questa esperienza – spiega la regista – il progetto coinvolgeva circa 20 persone. Da ormai 10 anni siamo parte integrante della Rete italiana dei Villaggi ecologici, un percorso che ci ha spinto ad approfondire la ricerca sui nuovi stili di vita. Inizialmente il nostro lavoro consisteva nell'ospitare persone disposte a condividere i propri percorsi. Da un decennio a questa parte, inoltre, abbiamo stretto una proficua collaborazione con l'amministrazione comunale di Bollengo promuovendo iniziative culturali che spaziano dalle rassegne cinematografiche, alle presentazioni letterarie fino alla raccolta di testimonianze dirette. C'è in fondo l'idea di stare insieme e di parlare della vita perché oggi questa dimensione sembra essere sparita».
Ogni anno, i Giorni di Orosia trasformano Bollengo in un crocevia di intellettuali, artisti, agricoltori e sognatori che si interrogano su come abitare il mondo di oggi. Convivenza, sostenibilità e qualità della vita. «Abbiamo sempre invitato persone che venivano a raccontare la propria storia. Persone note come Bruno Gambarotta e Mita Medici e anche personalità rilevanti del Canavese come Giovanni Maggia (docente universitario di Storia economica e sindaco di Ivrea negli anni Novanta, scomparso nel 2024 – continua Emanuela Piovano – ma venivano anche persone comuni che raccontavano la loro esperienze di vita e abbiamo continuato con il nostro programma fino all’edizione del giugno scorso».
IL VINO CHE PARLA
L'ultimo capitolo di questa storia è il vino. Le antiche cantine della magione, un tempo cuore pulsante dell'economia domestica, sono tornate oggi a vivere come spazio di affinamento per l'Erbaluce, trasformando la villa da bene monumentale ad un piccolo centro produttivo d'eccellenza. Se il cinema di Emanuela Piovano è da sempre indipendente e coraggioso, il suo vino non poteva essere da meno. L'Erbaluce di Caluso biologico Docg Orosia è un vino che parla. Non segue le "regole del mercato", ma quelle della natura. «Fare arte di qualità è come fare il vino buono», ha dichiarato spesso la regista. E in effetti, tra questi filari è nato il suo film Le stelle inquiete, storia dell’incontro tra la filosofa Simone Weil e il contadino Gustave Thibon. Il vino Orosia è figlio di questa stessa filosofia: trattamenti minimi, rispetto assoluto per l'ecosistema e una ricerca dell'essenziale che si ritrova in ogni sorso.
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ERBALUCE E TERRITORIO
«È stato mio padre a farmi scoprire l'Erbaluce, vino profondamente legato a questo territorio – continua Emanuela Piovano – la nostra piccola produzione è frutto di una ricerca filologica: manteniamo la sua la sua mineralità e il suo essere acerbo. Frutto della nostra vigna eroica che sta sulle terrazze». La vinificazione è fatta dall'Archimede delle bollicine: Remo Falconieri di San Giorgio. Orosia si propone come un centro studi permanente sugli stili di vita. «Per il futuro vogliamo aprire i nostri luoghi soprattutto ai giovani e quindi ospitare a Casa Magnolia ragazzi che seguono il Progetto Erasmus, come è stato fatto lo scorso anno – conclude Emanuela Piovano – creare un centro di ricerca per organizzare seminari e incontri sui nostri temi e di come migliorare la propria coesistenza». In un'epoca di velocità frenetica e contenuti effimeri, il progetto di Emanuela Piovano ci ricorda che il vero "oro" è il tempo: quello necessario a una vite per crescere, a un film per essere montato e a una comunità per restare unita. Orosia non è solo un luogo, è una direzione.