Macché padri, “la destra ha bisogno di solidi valori di riferimento, che già ci sono. Di credibili programmi di governo, che gli elettori fino ad oggi hanno giudicato esistenti. E di una classe dirigente giovane capace di essere credibile”. Risponde così Gianfranco Fini, leader storico della destra in un lungo colloquio con “il Giornale” che gli chiede se si senta un “padre” pronto a tornare in campo. “Per carità”, risponde. L destra ha già tutto ciò di cui ha bisogno: valori, dirigenti, elettori e una leader “che tiene testa anche a Trump”.
Fini al Giornale: “Meloni? Anche i suoi oppositori a denti stretti…”
«Non è piaggeria – premette Fini- dire che fino ad oggi Giorgia Meloni è stata altamente all’altezza del compito, le è riconosciuto a livello internazionale. E, a denti stretti, lo ammettono in privato anche molti tra i suoi attuali oppositori. E allora, andando in ordine temporale, l’intervento della premier sulle nostre truppe in Afghanistan raccolgono l’applauso a scena aperta dell’ex presidente della Camera: «Meloni non ha fatto bene, ha fatto benissimo a dire a Trump che occorre rispetto nei confronti di tutti coloro che sostennero l’intervento americano in Afghanistan; e che nessuno si può permettere di non onorare la memoria dei nostri 53 militari caduti. Se Trump è intellettualmente onesto si scuserà con l’Italia. Così come ha già fatto con la Gran Bretagna. E considero positivo che Trump, almeno al momento, abbia escluso di mettere gli scarponi sul terreno, cioè di inviare militari Usa in giro per il mondo».
“Ottima la premier con Trump sull’Afghanistan”
A proposito di Trump, plauso per la posizione del nostro governo nel tenere la barra dritta nei rapporti transatlantici, nei rapporti con la Casa Bianca e con l’Europa. «L’elezione di Trump – è il ragionamento di Fini- ha già cambiato l’ordinamento internazionale: egli ha dimostrato di non credere nel multilateralismo; e di non considerare più nemmeno l’alleanza transatlantica un punto fermo e irrinunciabile». Dunque, «Il nostro governo sa bene che “dichiarare guerra” agli Usa sarebbe catastrofico per l’Europa intera. Anche se non lo dicono né lo possono dire apertamente, è la stessa opinione degli inglesi, dei tedeschi, dei francesi… Ne consegue che l’unica via da percorrere è quella di rendere quanto più coesa possibile l’Ue; e qualcosa al riguardo già si è fatto a proposito di difesa comune; e di dialogare con la Casa bianca. Senza umiliarsi ma sottolineando le persistenti ragioni di una storica alleanza. Per le due sponde dell’atlantico, la sfida nei confronti della Cina e del pericolo del terrorismo islamista, sostenuto da Stati come l’Iran, è la medesima».
“Voterò sì al referendum”
Si cambia argomento e si passa al referendum sulla riforma Nordio. «Voterò convintamente sì. (…) . La separazione delle carriere proposte dal governo, fortemente voluta a suo tempo da Berlusconi, è oggi importante soprattutto perché dà vita a due Consigli superiori della magistratura, entrambi presieduti dal capo dello Stato, i cui componenti saranno in parte sorteggiati da elenchi approvati dal Parlamento. Ciò taglia alla radice l’ipotesi che il Csm possa procedere nelle sue funzioni con quella logica correntizia emersa clamorosamente dalla vicenda Palamara».
Il Pd considera “traditori” Barbera e Cassese
E’ proprio questa novità che ha portato sinistra e Anm sulle barricate- spiega Fini- «con argomenti inesistenti del tipo “la riforma sottoporrà i pm al volere dell’esecutivo”. E va inoltre ricordato che la riforma era auspicata in passato anche da parte della sinistra: in primis da un giurista insigne come Vassalli: ed è per questa ragione che uomini come il presidente emerito della Corte costituzionale Augusto Barbera, a suo tempo iscritto al Pci e poi al Pd; o studiosi autorevoli come Sabino Cassese hanno espresso chiaramente la loro volontà di votare Sì. Che il Pd oggi li consideri “traditori” dimostra che la propaganda per il “No” è volta a contrastare il governo e non a migliorare l’amministrazione della giustizia».
Sinistra: “Sinistra risibile”
E a proposito della sinistra arriva la zampata: pensare come affermano «che la destra italiana rappresenti un arretramento o addirittura un tradimento dei principi fondamentali della nostra Costituzione è risibile. Ed è dimostrazione della loro volontà di continuare ad evocare derive autoritarie; o addirittura pericoli neofascisti che non esistono. La triste verità è che la sinistra continua a soffrire di un antico complesso di superiorità. Che la porta a chiamare alla mobilitazione popolare o comiche pastasciutte antifasciste ogni qualvolta perde le elezioni».
L'articolo Fini: Meloni ha fatto benissimo a rispondere a Trump sull’Afghanistan. Aspettiamo le scuse del presidente” sembra essere il primo su Secolo d'Italia.