Carnevale Ivrea, Terzultima domenica con i primi Abbà, tutti bambini con la tradizione nel dna
IVREA. Un gruppo coeso, entusiasta e pronto a vivere un Carnevale speciale: sono i dieci piccoli Abbà che rappresenteranno le cinque antiche parrocchie cittadine nelle giornate del Carnevale 2026. La forza del gruppo è frutto del lavoro svolto dalle responsabili della Fondazione Tatiana Stracuzzi e Selene Scordo, sotto la regia di Gian Piero Frigo e assistite da un folto nugolo di collaboratori: Elena Negro, Valerio Liuni, Helena Barberi, Marie Christine Giuliano e Giada Denise Fichera. Quasi tutti gli Abbà vantano origini arancere nel loro dna, ma non mancano altre esperienze vissute in famiglia.
Celeste Bortolot (San Grato) segue le orme della sorellina Delia, Abbà per lo stesso rione lo scorso anno e, a detta dei genitori, un po’ restia a cedere lo spadino a Celeste. In famiglia la tradizione della battaglia ha i colori dei Tuchini e del carro Le guardie del Tiranno. Di assoluta estrazione Tuchina anche l’altra Abbà di San Grato, Viola Rossi. Sono colonne della formazione del Borghetto sia i genitori che gli zii (di entrambi i rami della famiglia). Anche Viola segue le orme della sorella Alice, Abbà nel 2024, mentre il papà Stefano, oltre a essere arancere, è impegnato anche nella Fagiolata di Bellavista; in famiglia c’è anche Filippo, 4 anni, che per il momento non pensa di fare l’Abbà: il suo sogno è quello di diventare Generale. Che dire di Francesco Brucchietti, Abbà per San Maurizio? A otto anni è già un protagonista del Carnevale: da anni sfila come tamburino al fianco del nonno Angelo Aresta, senza trascurare la passione per la battaglia, con i colori dei Mercenari, alimentata dall’amicizia con Pierangelo Zaccaria Lupo, che per lui è praticamente uno zio. Anche Francesco ha una sorella Abbà: Vittoria, che nel Carnevale 2018 rappresentò la parrocchia di San Grato. Al fianco di Francesco ci sarà Margherita Ganio, la cui storia famigliare si basa proprio sugli Abbà e sul rione del Castellazzo: Abbà la zia Monica nel 1992 e nel 1993, mentre la nonna Paola Vicina ha seguito per anni i piccoli priori per conto dell’organizzazione e il bisnonno Alessandro Vicina Sandro d’la Bara ‘d fer è stato uno dei cavallanti più iconici della tradizione carnevalesca. Margherita è stata anche “fagiolina” della Fagiolata del Castellazzo e ha partecipato alla “sassaiola” che precede la rappacificazione sul Pone Vecchio. Diletta Irma Pistoia (Sant’Ulderico) è “nata con la casacca”, quella dei Picche, squadra che ha visto protagonisti sia il nonno Bruno Bregolin che la mamma Alice, che è anche tiratrice sui carri; assieme a Diletta ci sarà Allegra Maria Bergantin figlia di un Corvo d’Oro (Marco, indimenticato bomber dell’Ivrea calcio) e di capitana storica del Canavese volley e una Picche d’oro, Valentina, che ha conquistato anche il trofeo Pala e pich per il tiro lungo, il lunedì di Carnevale in piazza di Città. Da segnalare anche la sorellina Diletta, Damina della Mugnaia Federica Ranieri nel 2019. Picche anche nel curriculum di Nicolò Clemente, Abbà di San Lorenzo, arancere anche lui sulla scia del papà Luca e dello zio Massimiliano, mentre la parrocchia sarà rappresentata anche da Lea Bessolo, di assoluta fede bianco-nera-arancione: sono Scacchi sia la mamma Luisa che il papà Mirko, così come i fratelli Johnny e Jasmine. Matilda Caglioti (San Salvatore) ha il papà Vito che fa parte del direttivo degli Arduini, mentre la mamma Marina è dai Diavoli e cura l’organizzazione della festa dei bambini a Diavolandia. Matilda simpatizza per i Diavoli di mamma, ma rappresenta la parrocchia gialloverde cara a papà: compromesso raggiunto. Squadre diverse anche per la famiglia dell’altra Abbà di San Salvatore, Chiara Perrotta: la mamma Stefania è dei Picche, il papà Gianguido dei Mercenari (oltre a una lunga militanza sui carri). Lei, per non fare torti a nessuno… simpatizza per gli Scacchi.