Si fa avanti un’altra vittima dell’ex principe Andrea: “Pagata per fare sesso nella casa che fu della regina Madre, il Royal Lodge e portata a Buckingham Palace”
“Mi pento di aver avuto contatti con Epstein”, sono le parole della principessa di Norvegia, Mette Marit, davanti ai microfoni dell’emittente Nrk. Quella del Regno Unito non è l’unica monarchia che si trova a fare i conti con il clamore della torbida vicenda legata al pedofilo americano di Brooklyn. “Jeffrey Epstein è responsabile per le sue azioni – ha dovuto chiarire davanti ai suoi sudditi l’ultima vittima coronata dei file pubblicati negli Stati Uniti, aggiungendo – Io sono responsabile per non aver verificato meglio il passato di Epstein e per non aver compreso abbastanza in fretta che tipo di persona fosse”. “Mi dispiace profondamente – ha poi concluso la ex borghese, che da anni combatte contro una fibrosi polmonare molto grave – ho mostrato scarso giudizio e mi pento di aver avuto contatti con Epstein. Qualcosa di imbarazzante”.
Chi si pente, chi nega, chi tace. Oltre tre milioni di documenti, foto e video meticolosamente raccolti da Jeffrey Epstein durante la sua scalata sociale tra i potenti della terra, lenti ma inesorabili stanno macchiando la reputazione di politici, star e reali, senza fare distinzioni. La vittima più eccellente, per ora, rimane sempre il fratello di re Carlo III, protagonista di foto inequivocabili, privato di ogni titolo reale ed onorificenza guadagnata sul campo per conto della corona, sfrattato dalla sua magione di 30 stanze e che, nonostante tutto, non ha mai mostrato cenni di pentimento o compassione per le vittime della tratta di ragazze di Epstein.
Virginia Giuffrè è stata la sua prima grande accusatrice, ma ora, lo stesso avvocato della 41enne morta suicida nell’aprile del 2025, sarebbe pronto a rappresentare in tribunale un’altra vittima di Andrea Mountbatten-Windsor e di Epstein. Brad Edwards, dello studio legale Edwards Henderson, ha riferito alla Bbc che, nel 2010, la sua nuova cliente “sarebbe stata spedita dal faccendiere americano a casa dell’allora principe Andrea per passare la notte con lui”. Questa accusa creerebbe un nuovo precedente, indicando infatti la presenza di una ragazza, all’epoca ventenne, “pagata per fare sesso con il figlio della regina Elisabetta II nella casa che fu della regina Madre: il Royal Lodge; quella stessa casa che Andrea ha occupato per oltre vent’anni senza pagare l’affitto. Stando a quanto dichiarato dalla nuova accusatrice, il giorno successivo all’incontro le sarebbe anche stato offerto un tè a Buckingham Palace con un tour privato delle stanze”.
Trincerato nel suo silenzio, oggi l’ex duca di York deve fare i conti anche con il duro intervento del primo ministro britannico, Keir Starmer che, per la prima volta, ha apertamente parlato della vicenda. “Andrea Mountbatten-Windsor dovrebbe testimoniare davanti al congresso americano in merito ai suoi rapporti con Epstein”. Membri democratici del comitato che si occupa della questione avevano già mandato l’invito a partecipare ad un’udienza, ma il fratello di Carlo III lo ha lasciato cadere nel silenzio.
Oggi, però, gli ultimi file pubblicati regalano quantità industriali di contenuti compromettenti che rendono difficile credere alla versione dell’ex principe: continui scambi epistolari tra i due, l’invio di foto delle sue due figlie, le principesse Beatrice ed Eugenie, che all’epoca dell’incontro con Virginia Giuffrè erano minorenni come lei, gli scatti mentre stava a quattro zampe, chino su una ragazza stesa sul pavimento, le promesse di aprire le porte dei palazzi reali a “Jeffrey” e a tutti gli ospiti che lui inviava a Londra ed in Scozia. Tutto mentre Andrea svolgeva incarichi delicati per conto del governo del Regno Unito, in qualità di inviato per il commercio, lo stesso che spediva email ad Epstein per aprire “nuove opportunità commerciali in Afganistan”, o per accettare l’invito ad incontrare politici vicini al faccendiere. La Metropolitan Police di Londra è stata nuovamente invitata a riaprire il caso e ad indagare sui traffici e sui rischi posti da Andrea per il paese e per la corona stessa.
E per la sua corrispondenza annega nel fango anche l’ex moglie di Andrea: Sarah Ferguson, pronta da aprire le braccia ad Epstein, “amico, fratello” anche dopo che questi aveva scontato la sua condanna in carcere nel 2008, per prostituzione minorile. “Sposami”, gli scriveva adorante Fergie che a sua volta prometteva tour privati a Buckingham Palace ed incontri con le sue due figlie mentre riceveva bonifici ed inviti ad esporsi per lui. Era la fine del 2025, invece, quando un’altra testa coronata europea aveva dovuto fare i conti con i suoi trascorsi in compagnia di Epstein. La principessa Sofia di Svezia, prima di sposare il principe Carl Philip, fratello dell’erede al trono, era una borghese bella ed evidentemente ambiziosa al punto da accettare di incontrare il faccendiere americano. “Sofia, aspirante attrice appena arrivata a New York” scriveva di lei, ad Epstein, una donna d’affari di Stoccolma offrendogli un incontro con la giovane che, però, ha sempre dichiarato di averlo incontrato solo due volte e solo in luoghi pubblici. La Gran Bretagna per ora sta pagando il prezzo più alto a questa vicenda, con l’arresto di Ghislaine Maxwell, fidanzata e complice di Epstein, la cacciata dell’ex ambasciatore britannico a Washington Lord Mendelson e lo scandalo che grazie all’ex principe Andrea sta facendo tremare i muri di Buckingham Palace: chi sarà il prossimo a cadere?
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