Tolkien, Schlein e il senso del ridicolo. Ecco i dieci motivi per cui la sinistra non può rivendicarlo
Elly “tolkeniana”? Su Schlein, sii seria. Non si sa se è più indignato o divertito per il senso del ridicolo che la frase della segretaria dem, «riprendiamoci Tolkien», ha suscitato. Gianfranco de Turris è uno dei massimi studiosi del grande scrittore del Signore degli Anelli, de Lo Hobbit e di altri straordinari scritti che la segretaria dem difficilmente ha letto. Grazie all’intermediazione di Chiara Valerio, ora Elly pare essersi svegliata. Scoprendo nel grande autore britannico uno scrittore meritevole di attenzione. E qui siamo all’assurdo. I motivi per cui a sinistra non possono rivendicarne l’appartenenza sono innumerevoli: ne abbiamo estrapolati almeno una decina con l’aiuto di de Turris, ancora incredulo per una così imbarazzante affermazione.
“Schlein vuole dire che Tolkien era un autore di sinistra scippato dalla destra?”
Primo. Il “ri”- prendiamoci Tolkien è una sciocchezza. Si “ri” prende qualcosa che in passato è appartenuto a qualcuno e gli è stato in qualche modo sottratto. E qui siamo su Marte, cara Elly, incalza de Turris: «A lume di logica la frase dovrebbe essere interpretata come: Tolkien era un autore de sinistra che c’è stato scippato dalla destra. Ha scritto un romanzo di sinistra come il Signore degli Anelli di cui si sono appropriati i fascisti, che quindi lo hanno strumentalizzato. E quindi dobbiamo riprenderceli sottraendoli ad una appropriazione indebita. Siamo alle solite – si spazientisce lo scrittore che dal 1980 al ’92 ha presieduto il premio dedicato a Tolkien-. Per dirla colloquialmente, una polemica vecchia come il cucco e basata su premesse false, anzi fraudolente».
La sinistra ha osteggiato Tolkien e la destra che lo amava
Tolkien occupa un posto di assoluto rilievo nell’immaginario della destra da oltre un cinquantennio. De Turris ha contribuito in massima parte alla sua diffusione in questi anni in cui l’intellighenzia “ufficiale” e di sinistra ha snobbato l’autore, ha disprezzato la comunità umana e politica della destra che lo ha eletto a scrittore dell’anima; ha ridicolizzato, infine, persino la mostra (rivelatesi un grande successo di pubblico) organizzata dall’allora ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Una sinistra che ha attaccato per questo la premier Meloni, che come tutti sanno è appassionata alla saga dello scrittore. Ma insomma, Elly, che cosa vorresti riprenderti, di grazia?
Umberto Eco accusò Tolkien di essere reazionario ed oscurantista
«Chissà chi ha messo in testa alla giovane segretaria piddina (nata, beata lei, nel 1985) idee di questo genere – si chiede De Turris –. Dato che da quanto dice evidentemente non sa nulla di Tolkien e di una polemica che nasce nel 1970. Quando Rusconi pubblicò in un unico volume Il Signore degli Anelli grazie ad Alfredo Cattabiani, Quirino Principe ed Elémire Zolla. Scontrandosi subito con l’intellighenzia comunista dell’epoca guidata da Umberto Eco. Che accusò opera e autore di essere reazionari e oscurantisti. Dunque, il “ri-prendiamoci Tolkien” è frase grottesca. La segretaria dem ignora addirittura Umberto Eco, il semiologo del “fascismo eterno”»?
La cultura di sinistra osteggiò “Il signore degli Anelli”
Uno dei massimi punti di riferimento della cultura progressista, Umberto Eco – che Schlein dovrebbe pure conoscere – si scagliò senza mezzi termini contro l’opera e l’autore. Dunque, ecco un altro motivo per cui la sinistra non può rivendicare Tolkien come un autore proprio da “riconquistare”: «Elly Schlein ignora non solo tutti questi precedenti. Ma ignora anche la verità storica e culturale che è esattamente l’opposto di quanto lei intende: non si può “riprendere” quel che non è suo! Al massimo, se lo prenderà ex novo… Anche se di certo nessuno impedisce, né ha mai teoricamente impedito, di apprezzare opere e autori che idealmente e ideologicamente non si sentono affini». Epperò Schlein evidentemente non conosce la storia da cui proviene il suo Pd. «C’è stato un tempo in cui queste proibizioni valevano eccome. Come si testimoniò all’epoca, quando il Pci proibiva ai suoi ragazzi di leggere le opere di Tolkien…». «Nelle sezioni della Fgci e del Pci era vietato leggerle, come poi alcuni hanno apertamente confessato», scrisse de Turris in un suo articolo.
Elly imbarazzante, perché non può rivendicare Tolkien come “suo”
L’ironia è d’obbligo, dunque. Quando, esattamente, la sinistra italiana avrebbe posseduto Tolkien? E come lo avrebbe smarrito? Non certo quando «il suo biografo, Humphrey Carpenter, lo definì un Right Wing Man: un uomo di destra, un conservatore, un tradizionalista come dimostrano le sue lettere e la sua vita professionale e familiare».
“Antimoderno e tradizionalista”
Ancora: «Era un antimoderno, un antitecnologico, amava la campagna, era contro le automobili e le strade asfaltate che percorreva maldestramente. Era contro l’edilizia moderna. Il suo è un romanzo che si potrebbe definire tradizionalista in cui non c’è tanto, come si è sempre detto, uno scontro tra Bene Male. Ma tra due visioni diverse del potere: il potere giusto e regolatore e il potere ingiusto e sopraffattore. Quello libertario e quello oppressivo. Da un lato Minas Tirith e dall’altro Mordor».
De Turris: “Tentativo goffo”
De Turris ha dedicato la sua vita di scrittore e uomo di cultura alle opere di Tolkien con volumi imprescindibili. Ad ottobre prossimo un grande volume edito da Lindau raccoglierà i suoi scritti, con un titolo molto evocativo: “Il professore che amava i draghi”. Le sue parole ci confermano il cortocircuito in cui è scivolata la segretaria dem. «Poverina, non sa che tutto questo è andato avanti per almeno trent’anni. Cioè fino a quando, all’inizio degli anni 2000, non sono usciti i tre film dedicati al romanzo tolkieniano da quel genio che è il regista Peter Jackson. Il cui successo ha dato la sveglia a una nuova generazione di sinistra che si è accorta di avere perso un’occasione storica disdegnando sino a criminalizzarlo per decenni il capolavoro del professore di Oxford». Elly, studia un po’ di background…
La sinistra quando si è occupata di Tolkien ha fatto solo danni
La sinistra quando si è occupata di Tolkien ha fatto solo danni con il «tentativo inane e goffo di recuperarlo stravolgendone il linguaggio. La guerra ideologica che da mezzo secolo la nostra sinistra conduce contro il grande scrittore ha due fasi opposte e complementari: rimuoverlo e includerlo manipolandolo». Racconta de Turris di come l’emergere di un pubblico di appassionati di impostazione culturale di sinistra – in sé naturalmente non è certo un male – abbia indotto un gruppo di scrittori a una lavoro di recupero «bizzarro e assurdo». Alcuni autori nascosti dietro lo pseudonimo collettivo di Wu Ming «evidentemente forti di appoggio politici ed editoriali è riuscita un’operazione che sembrava in apparenza insensata. Ma che però ha agito sul testo con lo scopo indiretto di allontanare i lettori e utenti “di destra”».
Lo stravolgimento della traduzione originale
Come? Il gruppo di autori Wu Ming ha stravolto il testo originale. Racconta De Turris: «Si sono accaniti nei confronti della traduzione originale che Vittoria Alliata aveva fatto con l’avallo dello stesso Tolkien. E sono riusciti nel macabro intento di far ri-tradurre Il Signore degli Anelli con un linguaggio di molti gradini inferiore: piatto, banale, usuale. Sono cosi giunti all’intento opposto da quello tolkieniano: offrire ai lettori italiani un romanzo per nulla esaltante, noioso e soporifero». Insomma, Elly, “compagno Tolkien” proprio no…
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