Siamo al delirio, Conte attacca il governo sulla sicurezza e “coccola” i manifestanti violenti: vogliono impedire il dissenso
Giuseppe Conte, l’uomo che firmò i Decreti Sicurezza di Salvini senza battere ciglio pur di restare a Palazzo Chigi, ha scoperto oggi una nuova vocazione: quella del “paladino delle piazze”. E così, dalle colonne dei giornali (Il Fatto quotidiano in testa a tutti) e dai salotti televisivi, per il leader del M5S è tutto un puntare l’indice contro il governo Meloni, accusato di «propaganda» e di voler «impedire il dissenso». Ci sarebbe da ridere, e parecchio anche… Se non fosse per l’ultimo precedente di sabato scorso a Torino, decisamente drammatico. E alla fine della disanima, resta comunque agli atti un fatto: quello del funambolismo verbale di Giuseppi, che meriterebbe un premio per l’audacia, se non fosse che la memoria dei cittadini è meno corta della coerenza dell’avvocato di Volturara Appula…
Sicurezza, Conte la spara grossa: il governo vuole impedire manifestazioni di dissenso
Ma entriamo nel dettaglio delle ultime, eclatanti, affermazioni di Conte. La maggior parte delle quali rilasciate oggi nello studio de La 7 de L’Aria che tira o, tanto per non farsi mancare nulla – e approfittare di ogni spazio dal cui pulpito discettare – quelle secondo cui, per esempio, per l’ex premier pentastellato, a margine della presentazione del libro Divide et impera. La separazione delle carriere e i rischi di eterogenesi dei fini, di Pietro Guerrieri, al Senato, «questo governo sta prendendo in giro i cittadini. Vuole fare un giro di vite per impedire le manifestazioni di dissenso, di protesta».
Il paradosso: Conte, il premier del lockdown a furia di Dpcm, parla di libertà di movimento…
Aggiungendo a stretto giro, tanto per non farsi mancare nulla. E sparare l’ultima bordata propagandistica anti-esecutivo: «Nulla per quel che riguarda il bisogno reale dei cittadini che non riescono a uscire la sera in modo sicuro nelle strade, nelle periferie, nei centri storici. O che non prendono la metropolitana»… E allora ci viene da eccepire: curioso sentire parlare di libertà di movimento da chi ha tenuto gli italiani chiusi in casa a colpi di Dpcm e autocertificazioni. Oggi Conte si preoccupa dei cittadini che non prendono la metropolitana la sera? Eppure dimentica che “sotto il suo regno” le periferie non erano certo diventate i giardini di Versailles. Anzi, la sua ricetta era il lassismo travestito da accoglienza buonista. Lo stesso che ha trasformato quartieri come San Lorenzo in zone franche per sbandati e spacciatori.
Conte tra la demagogia sullo “sciacallaggio” e la necessità politica di dichiarare “solidarietà
Ma il capolavoro del “furetto di Volturara” arriva sulla solidarietà alle forze dell’ordine. Un tema riguardo al quale Giuseppe Conte assevera a favore di telecamera che lui, da premier, sarebbe andato a trovare il poliziotto ferito dagli antagonisti di Askatasuna. Peccato che subito dopo bolli come “sciacallaggio” il gesto di solidarietà di Giorgia Meloni, che si è recata alle Molinette domenica mattina per far visita agli agenti feriti poche ore prima in piazza a Torino, durante il corteo per Askatasuna. Asserendo peraltro, un po’ disordinatamente: «Ha fatto bene ad andare a visitare il poliziotto. Non è in discussione. Però non ne avrei approfittato per fare sciacallaggio, attaccando la magistratura. No cara Giorgia Meloni, i cittadini non sono ingenui: è tutta propaganda».
Un equilibrismo grottesco e norma di slogan
Un filo logico, quello di Conte, che si perde nei meandri della demagogia grillina e della strumentalizzazione d’opposizione. E un equilibrismo grottesco, oltretutto, che da un lato condanna la violenza “senza se e senza ma”. Dall’altro però definisce come “norme slogan” quelle iniziative che cercano di dare protezione legale a chi, ogni giorno, rischia la pelle in strada contro i professionisti della violenza e del disordine pubblico.
Il dato nevralgico dei sondaggi
E alla fine della fiera (delle vanità e della demagogia in spiccioli) Conte elenca tutto: bollette, sanità, liste d’attesa. Un minestrone di populismo per nascondere l’unica realtà che gli brucia: i sondaggi che vedono il centrodestra stabilmente in testa. Quale il commento e le spiegazioni di comodo del leader M5S? È presto detto: «Non mi meravigliano i dati dei sondaggi, visto che si continua a fare propaganda da tutte le tv e tutte le trasmissioni. E che di fronte al problema della sicurezza dei cittadini facciamo diventare l’unico problema le manifestazioni con gli incappucciati infiltrati che sono sempre successe», afferma tra forzature e una disinvoltura ostentata, Conte ospite all’Aria che tira, su La7.
La posizione traballante di Conte e colleghi d’opposizione
Per lui, insomma, è colpa delle “tv occupate”. Ignorando volutamente, però, che il pluralismo di oggi è il paradiso rispetto al monocolore grillino dell’era Casalino. La verità è che Conte non accetta che questo governo stia facendo ciò che lui non ha mai avuto il coraggio di fare: stare dalla parte delle divise e dei cittadini onesti, senza chiedere il permesso ai centri sociali. Altro che “scudo slogan”: è la fine della pacchia per i violenti che lui, ancora oggi, sembra voler coccolare per ragioni di bottega elettorale…
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