Valle D’Aosta, polemiche per l’aula universitaria dedicata a Charlie Kirk: Arcigay e Cgil sulle barricate
Sembra quasi impossibile dedicare l’aula di un ateneo a Charlie Kirk. Ci hanno provato i militanti di Azione universitaria ma senza successo e adesso lo stesso problema si è verificato in Valle D’Aosta. I consiglieri regionali di Lega e Reinassance avevano proposto di intitolare un’aula dell’università aostana: la mozione, anche a seguito delle polemiche è stata rimandata, come ha ricordato l’esponente del Carroccio Andrea Manfrin. Sia la Cgil che l’Arcigay hanno sollevato un polverone dopo essere venuti a conoscenza dell’iniziativa, che sarebbe servita semplicemente a ricordare un giovane di destra ucciso dall’odio rosso. I sindacalisti hanno ritenuto che la scelta di dedicare uno spazio dell’ateneo al fondatore di Turning point fosse una decisione «del tutto inopportuna» e «divisiva», senza dimenticare di attaccarlo sul personale con accuse del tutto fuori luogo.
Secondo i landiniani, Kirk era diventato famoso grazie alle «posizioni xenofobe e sessiste» e con un «sistematico attacco al mondo universitario». In realtà, l’attivista conservatore di Chicago non odiava nessuno per la propria etnia e per gli orientamenti sessuali. Peraltro, cerca di dimostrare semplicemente che le università americane fossero diventate dei veri e propri centri di propaganda, anche attraverso il tour intitolato “Ti stanno facendo il lavaggio del cervello” del 2024.
Valle D’Aosta, Arcigay e Cgil contro l’aula universitaria per Charlie Kirk ma le accuse non reggono
L’Arcigay della Valle D’Aosta, invece, ha scritto una nota per demonizzare la proposta dei consiglieri regionali di centrodestra, parlando di «una scelta ideologica che usa un’istituzione pubblica come palcoscenico politico». Poi hanno addirittura sostenuto che la mozione «non è pluralismo: è un tentativo di legittimazione istituzionale di una cultura politica reazionaria, autoritaria e apertamente ostile ai diritti civili». Ma quale ostilità? Charlie Kirk era favorevole all’ingresso degli omosessuali nel Partito repubblicano. Evidentemente l’Arcigay non conosce il personaggio, ma ciò che lascia attoniti è l’appoggio della Cgil, che ha definito l’approccio politico dell’attivista conservatore come «evangelismo reazionario». Come se la religione avesse qualcosa a che vedere con un credo politico: per farlo sembrare un mostro ce la mettono tutta, ma la verità è più forte delle bufale da web.
Inselvini, FdI: «Si può avere paura delle idee? Chi invoca pluralismo e democrazia spesso li nega»
Sulla questione è intervenuto anche l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Paolo Inselvini: «Si può avere paura delle idee? A quanto pare sì, la sinistra ha paura delle nostre idee e come sempre cerca di censurarle». Poi ha ricordato che, anche stavolta, è bastata una proposta sul ricordo di Charlie Kirk «per scatenare una tempesta ideologica. Un attivista ucciso per le proprie idee, oggi attaccato anche nella memoria». I contestatori, come ha rivelato l’europarlamentare, «parlano di scelta divisiva e pericolosa…Il paradosso è che, come spesso accade, chi invoca pluralismo e democrazia spesso li nega proprio quando le idee non sono allineate».
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