Macron snobba l’Italia? Ci pensa il biatleta francese: gareggerà col mito di Pantani nel cuore… e il suo orecchino indosso
Mentre all’Eliseo si consuma l’ennesimo esercizio di grandeur – con un Emmanuel Macron troppo impegnato tra pranzi diplomatici e agende fitte per onorare la cerimonia dei Giochi di Milano-Cortina – c’è una Francia che, contrariamente al suo presidente in declino, guarda all’Italia con amore, rispetto e un pizzico di nostalgia per le glorie passate esaltate da chi non c’è più. È la Francia di Émilien Jacquelin, fuoriclasse del biathlon, che martedì nella 20 km di Anterselva non porterà in pista solo il tricolore d’oltralpe, ma un pezzo di storia del nostro sport: l’orecchino di Marco Pantani.
Jacquelin, fuoriclasse del biathlon con l’orecchino di Pantani: l’omaggio in pista a Milano-Cortina
Sì, perché radici transalpine a parte – e galletti allo spiedo che rosolano nelle avversità geo-politiche e nelle mancanze diplomatiche – il cuore di Jacquelin pulsa per il “Pirata”. Tanto che per lui il 14 febbraio non è la festa degli innamorati. Ma il giorno del ricordo di una tragedia nazionale italiana che sente visceralmente come propria. E ne dà prova sui social dove, a proposito della menzione speciale annunciata, il biatleta scrive: «È il mio modo di rendergli omaggio. Di ringraziarlo. E di dimostrare che la sua eredità è ancora viva. Che la sua storia ha dato ai bambini il gusto per lo sport, la voglia di mettersi alla prova, di osare, di andare controvento. Di esibirsi rimanendo fedeli a se stessi. Anche per un bambino del Vercors, sugli sci di fondo»…
Jacquelin, il biatleta francese il cui cuore batte in italiano
Una devozione insomma, acclarata e rilanciata su Instagram, per cui il bambino Jacquelin, e l’atleta di oggi, ricorda quella passione agonistica nata davanti alle videocassette del Tour 1998, quando quell’incredibile ciclista romagnolo, capace di “far vibrare” le folle con fughe solitarie e rimonte impossibili, divenne il suo unico modello di riferimento. «Volevo fare come lui: tentare l’impensabile», ha confessato l’atleta, ammettendo che la sua intera visione dello sport è figlia di quella grinta tutta italiana.
La benedizione della famiglia Pantani
Un legame così profondo, quello tra Jacquelin e Pantani – musa di una vita – da aver superato i confini del tifo. dell’antagonismo. Della sportività. Non per niente, grazie alla mediazione di Sergio Piumetto (noto promotore di iniziative legate alla memoria di Marco Pantani), e alla benedizione di mamma Tonina e Paolo Pantani, il biatleta francese ha ricevuto il prezioso monile che ha già annunciato che indosserà in gara martedì. Un momento che segnerà una sorta di passaggio di testimone simbolico: quello che unisce le nevi di Anterselva alle vette dell’Alpe d’Huez, dove il Pirata trionfò proprio nelle ore in cui Émilien veniva al mondo, nel luglio del 1995…
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