Aosta, Ospedale e Università, accordo per la gestione dei traumi alpini
AOSTA
La Valle d’Aosta ha circa 124.000 abitanti, ma ogni anno accoglie oltre 3,5 milioni di turisti. Nei periodi di alta stagione, il numero di persone presenti sul territorio può aumentare fino a otto volte. Le attività sportive di montagna, come sci, alpinismo e mountain bike, per loro natura possono esporre a incidenti, rendendo fondamentale la presenza di un servizio sanitario rapido e altamente specializzato. Da questi presupposti nasce il progetto Ultra, frutto della sinergia tra l’Usl valdostana, Regione e il Dipartimento di scienze chirurgiche dell’Università degli Studi di Torino. Il progetto punta a trasformare l’ospedale regionale Umberto Parini in un centro sempre più collegato al mondo universitario, capace di offrire cure di alto livello direttamente sul territorio.
L’accordo di collaborazione è stato siglato venerdì 6 ad Aosta. Il progetto Ultra nasce per migliorare l’assistenza sanitaria, in particolare per i traumi e gli infortuni, frequenti in una regione di montagna come la Valle d’Aosta. Uno strumento di rafforzamento del sistema sanitario regionale, in grado di produrre ricadute sull’organizzazione dell’assistenza e sulla qualità delle cure, attraverso l’integrazione tra attività clinica, formazione e collaborazione universitaria.
L’accordo, della durata di tre anni, consolida la capacità del servizio sanitario valdostano di rispondere in modo strutturato e continuativo alle esigenze di salute della popolazione residente e a quelle legate alla presenza turistica, valorizzando il ruolo dell’ospedale di Aosta come polo di riferimento per la traumatologia alpina.
L’accordo va inoltre nella direzione, da tempo auspicata, di ampliare le reti cliniche e i modelli di cooperazione sanitaria. Uno degli obiettivi fondamentali delle strutture accademiche è quello di produrre ricadute concrete e utili per la popolazione e per i pazienti. In quest’ottica, l’Università potrà offrire ai professionisti che operano in Valle opportunità di aggiornamento tecnico-scientifico, modelli di formazione completa per i giovani e un confronto con le strutture di riferimento accademiche. Allo stesso tempo, i medici in formazione delle Scuole di specializzazione potranno confrontarsi con una realtà unica per complessità di patologie, in particolare traumatiche, legate alle peculiarità del territorio montano.