Francesca Lollobrigida, l’oro che fa rosicare la sinistra dei cliché: vince, abbraccia il figlio e il Tricolore. E i social vanno in tilt
Basterebbero questi due video a mettere a tacere maligni e trans-opinionisti dell’ultim’ora, pronti ad andare all’assalto di Francesca Lollobrigida: trionfatrice a Milano-Cortina nel giorno del suo 35° compleanno: record olimpico e primo oro storico per l’Italia femminile nel pattinaggio velocità. Ma c’è sempre chi riesca a polemizzare a tutti costi. Così, da quanto si evince in queste ore dai social, ai professionisti della polemica dà fastidio l’abbraccio della campionessa azzurra col figlio, avvolti nel tricolore. E persino le interviste rilasciate col piccolo in braccio che scruta e impugna la medaglio d’oro al collo della mamma.
Francesca Lollobrigida, campionessa e mamma d’oro nel mirino del cinismo social
Insomma, in poche parole, quel le immagini che rilanciano l’idea di una femminilità agonistica al netto di una maternità vincente, urtano la suscettibilità dei più stakanovisti e indefessi detrattori di qualsivoglia richiamo al valore familiare. Persino se si tratta di condividere con gli affetti più cari un trionfo da record (nel senso lato del termine).
E così, siamo al “c’era una volta l’Italia che esultava per i propri eroi”? Non proprio. Oggi però, purtroppo, va detto che c’è un’appendice di Paese – fortunatamente minoritaria, per quanto rumorosissima sui social – che davanti a un’impresa leggendaria come quella compiuta dall’azzurra Francesca Lollobrigida, non riesce a fare altro che vivisezionare l’emozione per trovarci un difetto a tutti i costi. Il “neo” di Francesca Lollobrigida? Essere una fuoriclasse, essere italiana e, soprattutto, aver mostrato al mondo che ci si può rivelare la pattinatrice più forte del pianeta, senza per questo smettere di essere madre.
Un’impresa titanica contro tutto e tutti
Sì, perché Francesca Lollobrigida è arrivata a questi Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026 non con il vento a favore, ma remando contro una tempesta. Trentacinque anni compiuti proprio nel giorno della gara. Un virus che ha minato la sua preparazione fisica. E tanto, tanto stress, dovuto a fatica e aspettative a bordo pista. Eppure, da vera fuoriclasse, l’azzurra ha “macinato il ghiaccio” come nessun’altra. Il suo tempo, 3’54”28, non è solo un record olimpico: è un manifesto di volontà. Un primato con cui ha battuto le big. Ridicolizzato la fatica. Polverizzato record e regalato all’Italia il primo oro femminile della storia in questa disciplina.
Ma non è bastato. Così, mentre i telecronisti Rai Maurizio Fanelli e l’ex pattinatore Mirko Nenzi, scoppiavano in lacrime in diretta – cedendo a un pianto liberatorio e umano che ha riscattato tante grigie narrazioni del passato – la “polizia del pensiero” era già pronta con taccuino e lapis per segnalare gli errori in rosso e blu.
La polemica surreale sui festeggiamenti col figlio avvolto nel tricolore
Pronti, partenza, via: e allora, appena terminata la prova, con l’adrenalina ancora in circolo e il titolo olimpico in tasca, Francesca ha cercato con lo sguardo la sorella Giulia. Ha chiesto di lui, del piccolo Tommaso, il figlio di 3 anni. Lo ha avvolto nel Tricolore; lo ha portato con sé davanti alle telecamere; lo ha tenuto in braccio durante le interviste, infrangendo protocolli e sfidando le ire del femminismo a oltranza e del politicamente corretto… Ed ecco scattare il riflesso condizionato dei malpensanti. C’è chi ha arricciato il naso per quel richiamo al figlio, chi ha visto nel gesto una “spettacolarizzazione della maternità” e chi, con il solito livore contro la figura paterna, ha lanciato frecciate al marito dell’atleta: “Poteva tenerlo lui”, “Una cosa doveva fare il padre”, recriminano a oltranza gli immancabili leoni da tastiera.
E la domanda, come lo sconcerto, sorgono spontanei: ma davvero siamo arrivati a questo punto? Davvero una donna che ha appena riscritto la storia dello sport mondiale deve subire il processo perché vuole condividere il momento più alto della sua vita con l’amore più grande che ha?
La realtà contro il fumo ideologico
La verità è che Francesca Lollobrigida ha dato una lezione di normalità straordinaria. Perché non c’è “ostentazione” nel voler abbracciare il proprio figlio dopo anni di sacrifici, rinunce e allenamenti all’alba. C’è solo la verità di una donna che non si è fatta annullare dai cliché e dai diktat sessisti. Non solo. A chi critica il padre “reo” di non aver gestito il piccolo lasciando la scena alla madre, rispondiamo che in una famiglia normale – concetto che evidentemente sfugge a molti critici da salotto radical chic – i momenti di gloria appartengono a tutti. E se Tommaso era tra le braccia di Francesca, era perché Francesca lo voleva lì. Punto.
Francesca Lollobrigida festeggia col figlio in braccio: un finale che abbiamo amato
E così, mentre Nenzi in cabina alle prese con un commento in un momento commovente diceva: «Non ce la faccio, scusate», l’Italia vera si commuoveva con lui. E proprio in quel momento, a nostra detta, Francesca Lollobrigida non vinceva solo una medaglia d’oro: vinceva la battaglia contro il cinismo. Dimostrava che il Tricolore è più bello se avvolge anche il futuro della nostra nazione, rappresentato da quel bimbo di tre anni che forse oggi non capisce. Ma un giorno saprà che sua madre è una leggenda.
L’immagine di un’Italia che ci piace
Pertanto, lasciamo volentieri le polemiche a chi preferisce i grafici sociologici alle emozioni. Noi ci teniamo l’oro. Il record che ha polverizzato i precedenti. E quel bacio tra una campionessa e il suo bambino. Perché questa è l’immagine di un Paese e di una sua vittoria in cui ci piace riconoscerci.
Il legame di una madre e il proprio figlio. Esiste qualcosa di più bello di questo video? Grazie TntSports e Francesca #Lollobrigida per queste emozioni ????????????????#olimpiadiInvernali2026 pic.twitter.com/Hu4nA5ZqV4
— Daniele (@Danyboy1991) February 9, 2026
2.300 ♥️ per un post inutile basato su una menzogna.
La Lollobrigida ha fortemente voluto il figlio con sé, ma non basta, il babbo è da condannare. https://t.co/xy7RgKoHTS— Matteo Benedusi ♥️???????????? (@Matteo_B_969) February 8, 2026
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