Cuore bruciato, gli esperti escludono un secondo intervento per il bimbo di due anni
Si spegne la speranza di un nuovo cuore per il bambino di due anni e mezzo ricoverato da quasi due mesi all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto andato male, presumibilmente a causa di errori nel trasporto dell’organo. Il comitato di specialisti convocato nella struttura partenopea ha espresso un parere netto: le condizioni cliniche del piccolo non consentono di affrontare un secondo intervento.
La decisione è maturata al termine di un confronto collegiale che ha coinvolto medici provenienti dai principali centri italiani specializzati in cardiochirurgia pediatrica. Una valutazione condivisa, fondata sugli ultimi esami strumentali e sulle condizioni generali del bambino, che ha portato la Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli a informare il Centro Nazionale Trapianti e, contestualmente, la famiglia.
Le speranze ridotte al minimo
Già nelle ore precedenti al verdetto, le possibilità di riuscita di un nuovo trapianto erano state definite estremamente basse. Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, Francesco Petruzzi, le probabilità di successo non superavano il 10%. Nella serata precedente sembrava essersi aperta una finestra: un cuore compatibile sarebbe stato disponibile e il piccolo, primo nella sua lista per gruppo sanguigno insieme ad altri tre bambini, avrebbe potuto essere preso in considerazione.
Tuttavia, la complessità del quadro clinico ha pesato in modo decisivo. Lo stesso legale aveva spiegato che l’unico chirurgo disposto a intervenire nuovamente sarebbe stato quello che aveva già eseguito il primo trapianto, con il consenso della madre. Nessun altro cardiochirurgo presente si sarebbe reso disponibile a partecipare all’operazione.
Il fronte delle verifiche ministeriali
Parallelamente alla valutazione medica, proseguono gli accertamenti sulla vicenda del cuore danneggiato. Nella giornata di oggi sono arrivati al Monaldi gli ispettori inviati dal ministero della Salute per acquisire tutta la documentazione relativa al caso. Dopo Napoli, le verifiche proseguiranno all’ospedale di Bolzano, da cui proveniva l’organo trapiantato.
L’obiettivo è ricostruire con precisione ogni fase del trasporto e della gestione del cuore, per accertare eventuali responsabilità. Il caso ha suscitato forte attenzione pubblica e ha visto anche l’intervento del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Una vicenda ancora aperta
Nei giorni scorsi l’Azienda Ospedaliera dei Colli aveva chiarito che ogni decisione sull’eventuale assegnazione di un nuovo organo sarebbe stata subordinata alla valutazione del team di esperti riunito il 18 febbraio. L’attesa, era stato precisato, non avrebbe inciso sulla gestione della donazione in corso.
Oggi, con il parere negativo del comitato, la prospettiva di un secondo trapianto si chiude. Restano aperti gli interrogativi sulle cause del primo intervento fallito e sulle eventuali responsabilità, mentre la famiglia affronta uno dei momenti più difficili di una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica.