Italia quarta nel medagliere: eguagliato il miglior piazzamento storico. Podio sfumato per un argento
Non vi è dubbio alcuno che le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 siano state le migliori di sempre per l’Italia, con i record di podi (30, ben 10 in più rispetto al precedente) e di ori (10, +3 rispetto al vecchio primato). È mancata l’ultima ciliegina sulla torta: chiudere tra le prime tre del medagliere.
Sarebbe stato un risultato di portata storica, mai accaduto in precedenza. Sembrava ormai essersi quasi materializzato dopo la doppietta nello skicross con Simone Deromedis e Federico Tomasoni. A quel punto solo un incastro sfavorevole di risultati avrebbe potuto privare il Bel Paese dell’obiettivo, che tuttavia si sono puntualmente materializzati. L’Olanda non avrebbe dovuto vincere entrambe le mass start di speed skating. Marijke Groenewoud era la grande favorita e non ha lasciato scampo alle avversarie, ben coadiuvata da una gregaria di lusso come Bente Kerkhoff. Ci sentivamo però un po’ più al sicuro per la mass start maschile, ma non più di tanto, perché Jorrit Bergsma aveva già vinto due volte in questa stagione. Ma con Andrea Giovannini, il belga Bart Swings e l’americano Jordan Stolz, i favoriti sembravano altri. Invece il quarantenne Bergsma ha attaccato nelle battute iniziali ed il gruppo lo ha colpevolmente lasciato involarsi verso l’oro. Dunque l’Olanda è riuscita a vincere entrambe le mass start. L’Italia avrebbe avuto ancora un ultimo paracadute di salvataggio. Con un argento tra le mass start di biathlon e speed skating sarebbe comunque rimasta davanti: non è arrivato.
Dunque il bilancio finale appare beffardo: 10-6-14 per gli azzurri, 10-7-3 per i tulipani. Un solo argento ha fatto la differenza. I Paesi Bassi hanno raccolto tutte le medaglie solo tra speed skating e short track (con 5 ori per ciascuna disciplina), mentre l’Italia è salita sul podio in 10 sport (e domani resta qualche piccola possibilità di arrivare a 11 con il bob), vincendo in sei diverse specialità. Non c’è paragone, e proprio per questo brucia ancora di più.
L’Italia eguaglia dunque il miglior piazzamento della storia in un medagliere alle Olimpiadi Invernali: fu quarta anche a Lillehammer 1994 e Grenoble 1968. Per trovare di meglio bisogna guardare alle edizioni estive e tornare all’epoca del bianco e nero: seconda a Los Angeles 1932, terza a Roma 1960. Si trattava di una occasione irripetibile, inutile girarci attorno. Di quelle che si presentano una volta nella vita. È andata in fumo proprio in extremis, nel modo più beffardo. Ma il quarto posto finale non offusca in alcun modo la grandezza dell’Olimpiade azzurra.