F1, si interviene sul regolamento 2026: c’è un cambiamento nella procedura di partenza
Il regolamento 2026 di F1 continua a far discutere, soprattutto per alcuni correttivi introdotti in corsa che stanno mettendo alla prova piloti e squadre. Le nuove vetture, pensate per essere più efficienti e meno dipendenti dall’aerodinamica tradizionale, richiedono uno stile di guida profondamente diverso dal passato. Ed è proprio su questo aspetto che si sono concentrate molte delle perplessità emerse negli ultimi mesi.
Uno dei punti più controversi riguarda la gestione delle fasi iniziali di gara. Le norme tecniche avevano inizialmente aperto alla possibilità di utilizzare modalità aerodinamiche più spinte fin dalla partenza, ma il feedback dei piloti è stato tutt’altro che entusiasta. Auto più leggere, carico variabile e una risposta meno progressiva rendono infatti i primi metri particolarmente delicati, soprattutto con pneumatici e freni ancora lontani dalla temperatura ideale.
Non a caso, durante l’ultima riunione della F1 Commission si è deciso di fare un passo indietro per ragioni di sicurezza. In griglia non sarà consentito attivare l’ala mobile o le modalità più estreme: un “cerotto”, più che una soluzione strutturale, ma ritenuto necessario per limitare i rischi in una fase in cui le vetture sono compatte e la visibilità ridotta.
A spiegare la ratio della decisione è stato il Team Principal della McLaren, Andrea Stella, sottolineando come il vero nodo non sia solo lo scatto iniziale, ma ciò che accade pochi secondi dopo. Con il nuovo regolamento, la velocità di arrivo alla prima staccata rischia di essere molto elevata, mentre grip meccanico e impianto frenante non sono ancora nella finestra ottimale. Il pericolo di un bloccaggio improvviso, e quindi di un tamponamento a catena, è tutt’altro che teorico.
Secondo Stella, il dibattito ha incluso anche l’uso delle diverse modalità di potenza e aerodinamica tra la partenza e la prima curva. L’ipotesi di lasciare totale libertà ai piloti è stata valutata, ma alla fine si è preferito un approccio più conservativo, almeno finché i dati raccolti non offriranno maggiori certezze. Il GP d’Australia si avvicina e la sensazione è che il processo di aggiustamento sia tutt’altro che concluso.