Morì per difendere la vicina, aggressore in manette
MORTARA,Oggi, lunedì 23, si presenterà davanti al giudice per l’accusa di stalking ai danni della vicina di casa, ma la contestazione più grave, cioè avere provocato la morte di un anziano di 90 anni intervenuto in difesa della donna, gli è costata di più. Giorgio Labarbuta, 51 anni, di Mortara, è stato arrestato dei carabinieri e portato in carcere a Torre del Gallo con l’accusa di omicidio preterintenzionale. L’arresto è scattato al termine delle indagini avviate dopo la morte del 90enne Salvatore Riccobene, deceduto il 20 ottobre 2025, che risiedeva come l’imputato e la vittima di stalking in un palazzo in via Marzotto a Mortara. La perizia medico-legale non ha lasciato dubbi sul nesso di causa tra l’aggressione subita e la morte.
Labarbuta, difeso dall’avvocata Cristina Gabetta, sarà interrogato nei prossimi giorni in relazione alla morte del pensionato, mentre oggi è prevista l’udienza davanti al giudice per l’accusa di stalking, dopo che la procura aveva chiesto il giudizio immediato, un rito che si applica in caso di evidenza della prova e consente di saltare l’udienza preliminare. Evidenti, secondo le indagini della procura, sarebbero gli atti persecutori messi in atto per mesi nei confronti della vittima, vicina di casa dell’imputato.
Dai domiciliari al carcere
Labarbuta si trovava agli arresti domiciliari a casa del fratello a Como per l’accusa di avere perseguitato la donna (era stato arrestato il 26 novembre dello scorso anno): la nuova ordinanza di custodia cautelare lo ha portato in carcere per l’aggressione al pensionato, morto un mese dopo le ferite riportate. Questo episodio era avvenuto mentre erano in corso, secondo l’accusa, le persecuzioni ai danni della donna. La vicina di casa avrebbe subito per mesi molestie, minacce, appostamenti e danneggiamenti. Fino all’episodio più grave, avvenuto il 29 settembre dello scorso anno: un’aggressione fisica con accesso al pronto soccorso per una frattura alla costola. Per lei una prognosi di 30 giorni, ma andò peggio all’anziano che intervenne per difenderla. Durante la stessa aggressione, infatti, Salvatore Riccobene cercò di proteggere la donna dalla furia dell’uomo. L’anziano, colpito, cadde per terra riportando un trauma cranico e la frattura di alcune costole. Ferite che nel giro di un mese lo portarono al decesso: ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Mortara l’uomo morì il 20 ottobre.
Le indagini della procura
La pm Chiara Giuiusa avviò subito le indagini disponendo l’autopsia. Accertamenti dai quali sarebbe emerso un chiaro nesso di causa tra l’aggressione e la morte del 90enne. Il processo dovrà stabilire la responsabilità di Labarbuta precisando, attraverso le testimonianze delle persone presenti quel giorno di settembre, la dinamica dell’aggressione. La comunità mortarese aveva espresso vicinanza al pensionato per il suo gesto, chiedendo anche una benemerenza nell’ambito della Giornata nazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre. —