Dieci minuti di vestizione per 5 anni: accordo da 1,5 milioni per 2.500 dipendenti dell’Asl/To4
IVREA. Le 63 conciliazioni per 84mila euro per le cause in corso sulla vestizione e la svestizione di infermieri, oss, tecnici di laboratorio e ostetriche erano soltanto l’antipasto. In realtà il 23 dicembre 2025 le rappresentanze sindacali dell’Asl/To4 hanno concluso un accordo che riguarda circa 2.500 dipendenti dell’azienda sanitaria per cui si prevede una spesa di 1,5 milioni circa (con una stima in eccesso) che aumenterebbero fino a 2 milioni per oneri vari. Nell’accordo rientra anche il riconoscimento del buono pasto per chi fa il turno di notte, cosa che fino ad oggi non era inclusa nella contrattazione aziendale. A spiegarlo per tutti è il segretario provinciale del Nursind Giuseppe Summa, tra i sindacati che hanno firmato: «Entro il mese di aprile, secondo quanto previsto da un accordo siglato con i sindacati del comparto, a tutto il personale dell’Asl/To4 che ne ha diritto, sarà riconosciuto il pagamento delle ore per il tempo dedicato alla vestizione e svestizione. Un istituto previsto dal contratto nazionale, già a partire dal 2018, oltre che da una consolidata giurisprudenza, a cui l’azienda non aveva dato applicazione fino a luglio 2023».
L’accordo è stato fortemente voluto da entrambe le parti, perché l’alternativa era procedere per via legale per ogni singolo dipendente. Si stima così che per l’azienda sanitaria, e dunque per le casse pubbliche, le spese sarebbero salite a circa 7 milioni di euro. «I fondi saranno erogati –spiega ancora Summa – dopo i conteggi che l’azienda sta effettuando su ogni singolo dipendente a cui spetta un saldo rispetto alle ore effettuate e non riconosciute. Anche noi, come altri sindacati, abbiamo depositato vertenze e conciliato alcune di esse con l’azienda dopo aver fatto la messa in mora per tutti i nostri iscritti relativamente agli ultimi 5 anni rispetto alla data di applicazione dell’istituto contrattuale. Siamo soddisfatti dell’accordo perché questo evita all’azienda spese legali inutili, non dovendo portare in tribunale ogni singolo dipendente che aveva intrapreso il percorso giudiziario. Solo per quanto riguardava il Nursind infatti, se ne contavano circa 700».
Era stata la Cassazione a stabilire che i tempi di vestizione e svestizione erano parte integrante dell’orario di lavoro e come tali dovevano essere retribuiti. Dieci minuti in più al giorno da conteggiare, secondo questo accordo sindacale, nel tempo di lavoro ordinario e non in quello straordinario. «Un accordo - precisa ancora Summa - che congiuntamente con le altre sigle sindacali abbiamo voluto migliorare rispetto a quanto previsto dalle conciliazioni avvenute presso il tribunale di Ivrea. Infatti oltre al 65% della cifra dovuta rispetto all’importo totale, sono stati inseriti anche i servizi ambulatoriali (5 minuti) ed è stato riconosciuto nello stesso accordo il buono pasto notturno, anche al fine di evitare ulteriori contenziosi che si stanno aprendo in giro per l’Italia Ora l’azienda dovrà dare applicazione di quanto previsto dall’accordo declinando la situazione di ogni singolo dipendente che ne ha diritto in modo da poter ristorare il dovuto entro il mese di aprile, oltre a fornire il buono pasto notturno entro il 1° maggio 2026. A questo proposito il Nursind, attraverso una nota inviata alla direzione generale, ha sollecitato l’azienda e chiesto aggiornamenti circa l’evoluzione delle procedure preliminari».