Cuorgnè, inaugurato il Presidio di comunità «Modello al servizio del territorio»
CUORGNÈ. Martedì pomeriggio nella biblioteca civica di Cuorgnè è stato inaugurato il primo Presidio di comunità. L’assessora alle Politiche sociali del Comune di Cuorgnè Elisa Troglia, Nicoletta Bellin e Stefano Rossetti del Ciss 38 e Giulia Iossa di Fondazione Committo hanno presentato il nuovo progetto sociale, un punto di ascolto per la comunità, dagli immigrati ai giovani, con la collaborazione del terzo settore, di associazioni, di cittadini e volontari.
«Il Presidio raccoglie l’esperienza degli ultimi due anni di Portineria di Comunità, nata nel corso del progetto Passi montani, la prima in Italia in una biblioteca civica e sorta grazie all’alleanza del Comune, del Ciss 38 e di un ecosistema di soggetti attivi sul territorio. Si poneva come un nuovo modello di presidio socioculturale nelle aree interne, integrando servizi già attivi sul territorio e quelli di prossimità, ma anche come un luogo di riferimento per le famiglie e i cittadini con servizi in forma gratuita e, infine, un luogo creativo, accogliente e inclusivo – spiega Troglia –. Ora, terminato quel progetto a dicembre 2025, inauguriamo il Presidio di comunità, un’esperienza nuova con tre Comuni che si mettono in rete con un logo e un nome che nascono da un percorso condiviso e partecipato che in parte eredita e continua il rafforzamento di un'identità di comunità e dall’altra lo arricchisce con nuove realtà locali. È un lavoro innovativo, di rete, concreto, con fondi ad hoc per realizzarlo».
Il logo ben rappresenta la progettazione tra Comuni: tre mattoncini, che ricordano i tipici muretti a secco canavesani, con tre colori diversi che simbolizzano Cuorgnè, in verde, Pont in blu per i torrenti che lo attraversano e Castellamonte in rosso come i tipici mattoni in terracotta. «Il lato positivo della prima esperienza sta nell’aver attratto nuove possibilità, anche da fuori e di alto livello, capaci di valorizzare e scoprire le nostre potenzialità, mentre il lato negativo sta nella progettazione a scadenza. In questo caso siamo riusciti, attraverso la co-progettazione e nuove modalità, a rendere queste idee sostenibili e radicate sul territorio – continua l’assessora –. Ringrazio tutti per il lavoro svolto finora, gli enti coinvolti, in primis il Ciss 38, e Rete italiana di cultura popolare per l’esperienza fino a dicembre 2025, ma anche le attivatrici di comunità. Fondamentali pure i volontari, che hanno permesso il proseguimento del percorso, fortemente voluto dalle amministrazioni comunali di Cuorgnè e Pont e ora di Castellamonte, dove saranno inaugurati i prossimi Presidi, rispettivamente l’11 e il 26 marzo. Si parla sempre di rete: qui abbiamo un simbolo concreto, uno spazio condiviso, caldo, aperto, accogliente, gratuito e accessibile a tutti. La qualità di una società si misura su come tratta i suoi individui, specialmente i più vulnerabili. E in questo Presidio di comunità ho trovato tantissime persone che, per fortuna, la pensano proprio come me».
«Con l’inaugurazione dei Presidi di comunità si compie il passaggio del testimone al territorio – conferma Rossetti –. A continuare l’esperienza iniziata con Passi montani sarà Fondazione Committo, con la regia del Ciss 38. È importante, infatti, non disperdere i punti di riferimento per la comunità, continuando l’opera in co-progettazione con diversi attori del territorio. A Cuorgnè, inoltre, sono state confermate le stesse operatrici in servizio precedentemente, mentre a Pont, in biblioteca, il riferimento sarà la cooperativa Andirivieni e a Castellamonte all’Orto di Camillo l’associazione Se.Mi. Poi si collaborerà con l’associazione Mastropietro e le cooperative Filodoro e Pollicino, che presenteranno ulteriori attività».
Tante le iniziative previste: «Non mancheranno la facilitazione digitale, lo sportello informativo e quello di mediazione culturale, le palestre della memoria e altre iniziative – continua Rossetti –. Inoltre, proseguiranno le attività di promozione del volontariato, dall’uncinetto all’aiuto compiti fino ai giochi di ruolo, proposti dai giovani che hanno preso parte alle iniziative della precedente esperienza». Una novità assoluta è rappresentata da Castellamonte: «Se.Mi. solitamente si rivolge all’ambito agricolo, ma ora si propone come riferimento per scuole e altre realtà coinvolte nel patto di collaborazione. Tutto ciò che viene realizzato nell’ambito dei Presidi di comunità è il frutto di un costante dialogo».