Stellantis, maxi-perdita nel 2025 e ricavi in calo: pesano i risultati in Europa e Usa
Una falla gigantesca da 22,3 miliardi di euro e ricavi in calo del 2%, a causa soprattutto nel rosso nei mercati europei e nordamericani. Dopo aver comunicato già venti giorni fa la strambata sull’elettrico con oneri straordinari zavorranti, Stellantis ha presentano i numeri del 2025 che – proprio a causa dei 22,5 miliardi di correzioni nel secondo semestre, a cui si aggiungono ora altri 3 miliardi a distanza di 20 giorni – fanno registrare una perdita massiccia. A pesare sui numeri è anche la situazione complicata per l’azienda in Nord America ed Europa. Così i ricavi scendono a 153,5 miliardi, in calo del 2 per cento. Una luce in fondo al tunnel: le consegne di auto nel secondo semestre hanno permesso di chiudere l’anno a +1%.
Il gruppo – escluse le operazioni straordinarie – ha registrato una perdita di 842 milioni (nel 2024 l’utile fu di 8,64 miliardi) con un margine Aoi (adjusted operating income) negativo per lo 0,5%. Il cash flow delle attività operative è stato negativo per 4,65 miliardi (era positivo per 1,535 miliardi nel 2024). L’anno scorso, comunica la società, le consegne consolidate sono aumentate dell’1% con 5,48 milioni di auto e veicoli commerciali: nel dettaglio, in Nord America si registrano 1,47 milioni di unità e nell’Europa allargata 2,49 milioni in calo del 3% con una perdita, in quest’ultima area, di 651 milioni. La società fa notare che nel secondo semestre si è registrata “una crescita ampia, con tutte le regioni che hanno registrato un aumento dei volumi”: a livello globale si è registrato un +11% e in Nord America del 39 che però non è bastato per evitare una perdita operativa annuale di 1,89 miliardi con ricavi scesi del 4%.
Tra i marchi, da segnalare, l’ennesimo anno nero di Maserati, ormai in piena crisi con appena 7.900 unità consegnate e 726 milioni di ricavi. Nel 2024 furono 11.300 con ricavi da 1,04 miliardi. L’amministratore delegato Antonio Filosa, il cui lavoro è iniziato nel secondo semestre, ha parlato di risultati che “riflettono il costo della sopravvalutazione del ritmo della transizione energetica”, un chiaro riferimento alla volontà del suo predecessore Carlos Tavares di spingere sulle motorizzazioni elettriche, e “della necessità di reimpostare il nostro business mettendo al centro la libertà dei clienti di scegliere all’interno di una gamma completa di tecnologie, elettrica, ibrida e a combustione interna”.
Sotto la sua gestione, ha sostenuto Filoas, il terzo costruttore mondiale ha “iniziato a vedere i primi segnali positivi di progresso, grazie ai risultati iniziali delle azioni intraprese per migliorare la qualità, alla solida esecuzione dei lanci della nostra nuova ondata di prodotti e al ritorno alla crescita del fatturato”. Per il 2026, ha concluso, “il nostro focus sarà continuare a colmare i gap di esecuzione del passato, accelerando ulteriormente verso un ritorno a una crescita profittevole”. L’ad ha convinto il Consiglio di amministrazione a non erogare il dividendo e a bloccare i bonus per i lavoratori, eccezion fatta per i dipendenti di Sud America, Africa e Medio Oriente. Una doppia beffa per gli operai italiani, a cui l’azienda ha negato anche un’erogazione una tantum: costretti in cassa integrazione o solidarietà, quindi con salario ridotto, non vedranno neanche un euro in più mentre le aree dove Stellantis ha continuato a produrre regolarmente, investendo, festeggiano.
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