Camini in piazza della Vittoria, c’è una lettera di protesta al ministero
Pavia. Non si ferma la Cooperativa centro commerciale Piazza Vittoria, contraria ai sei camini che si stanno installando in piazza della Vittoria, lato Broletto. «I camini deturperanno in modo irreversibile il cuore storico della città», sostiene il presidente della Cooperativa Luigi Polzotto che ha deciso di rivolgersi al ministro della Cultura Alessandro Giuli sottolineando che le sei torrette, alte 4 metri, verranno realizzate in una piazza e davanti a palazzi vincolati.
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Tre camini, infatti, si ergeranno davanti al Palazzo dei Diversi, edificio tardogotico del XIV secolo, e altri tre di fronte a Casa Piazza della Vittoria, edificio medioevale «sottoposto a vincolo e zona di rispetto», si legge nella comunicazione inviata dal tecnico incaricato dai commercianti del Mercato ipogeo. «In questo contesto – spiega Polzotto – ogni intervento deve essere valutato in modo rigoroso e l’autorizzazione adeguatamente motivata». Da qui la richiesta a verificare la compatibilità dell’intervento, l’incidenza sui beni monumentali, l’effettiva vigilanza esercitata dagli enti preposti.
La decisione di rivolgersi al Ministero è arrivata dopo la risposta della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio. «In considerazione della sensibilità del luogo e dell’interesse pubblico delle opere da realizzare nel mercato coperto, finalizzate ad una destinazione sociale, il progetto è stato oggetto di vari incontri tra Soprintendenza, Comune, progettisti, Commissione paesaggio, nel corso dei quali sono state valutate possibili alternative volte a ridurre l’impatto visivo - scrive la Soprintendenza -. Si tratta di una proposta tecnologica di indubbio impatto percettivo, ma indispensabile per l’uso degli spazi ipogei in sicurezza. Si è ritenuto opportuno cercare una soluzione che limitasse, per quanto possibile, l’impatto degli elementi, diminuendone la dimensione e prescrivendo particolari attenzioni». E ancora: «Per quanto riguarda le “torri”, la Soprintendenza ha preso atto dell’impossibilità tecnica di una ubicazione differente. È stato quindi autorizzato l’intervento come compromesso accettabile».
Ma è proprio sulle altre ipotesi progettuali che si è concentrata l’attenzione dei commercianti. «Abbiamo chiesto di conoscere le altre opzioni valutate – spiega Polzotto - ma ci sono stati inviati 21 file che risultano tecnicamente non apribili o privi di contenuto consultabile. Per questo chiediamo l’intervento del Ministero».
«Temiamo che questo scempio verrà duplicato anche sull’altro lato della piazza – dice il capogruppo di FdI Nicola Niutta -. Risulta difficile che non ci fosse un’altra soluzione alternativa e per questo è fondamentale avere a disposizione la documentazione che confermi la valutazione di altre ipotesi progettuali. Questo è un abbruttimento che la città non si merita».
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