Fuga da cardiologia, lasciano l’ospedale cinque specialisti
VOGHERA. Tra gennaio e agosto l’ospedale di Voghera perde cinque cardiologi, compreso il primario Pietro Broglia. La drastica diminuzione, in un reparto che conta 13 specialisti (più un elettrofisiologo in comando parziale, ovvero che si divide tra più ospedali) preoccupa in primo luogo i dottori ancora in servizio, chiamati a sopperire le mancanze, ma anche sindacalisti e pazienti. A lasciare il reparto vogherese sono in parte cardiologi in procinto di pensionarsi (è il caso dello stesso Broglia, ma anche di un altro collega) e in parte professionisti che hanno deciso di spostarsi altrove. Quelli che rimarranno (8, ma anche meno, dal momento che tra ferie e malattie più o meno lunghe capita spesso che qualcuno non ci sia) si troveranno a gestire sia l’unità coronarica (il reparto dove sono ricoverati i pazienti con patologie cardiache acute e gravi come infarto, aritmie e scompenso cardiaco, che necessitano quindi di cure intensive) che emodinamica (i laboratori dove si effettuano cateterismi e angioplastiche) quindi turni reperibilità e guardie.
«Per quanto ci riguarda – dice Roberto Gentile, segretario regionale del sindacato Fials - la situazione del reparto di cardiologia di Voghera non è una semplice criticità, ma presenta elementi di forte preoccupazione. Nei prossimi mesi, tra assenze per malattia e pensionamenti programmati, l’organico medico subirà una riduzione significativa, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione del lavoro, sui carichi assistenziali e, di conseguenza, sulla qualità delle prestazioni offerte ai cittadini».
Asst garantisce che ha già preso provvedimenti, e tra poco espleterà un concorso apposta: «Rispetto alle cessazioni previste nella seconda parte del 2026 – dice l’azienda - si precisa che, tra la fine marzo e l’inizio di aprile, sarà espletato un concorso per dirigenti cardiologi a cui risultano iscritti ad oggi 22 candidati, di cui 12 specialisti e 10 specializzandi. Confermando il valore strategico della cardiologia di Voghera – aggiungono - Asst Pavia intraprenderà ogni ulteriore iniziativa che si rendesse utile a mantenere e promuove l’alto livello di professionalità espresso fino ad oggi».
La notizia rassicura in parte i sindacati: «Accogliamo con favore l’annuncio del concorso– aggiunge Gentile - tuttavia non bastano impegni generici: servono tempi certi, sostituzioni tempestive e un piano strutturale di rafforzamento dell’organico. Non è accettabile che la tenuta del reparto continui a poggiare esclusivamente sul senso di responsabilità e sui sacrifici dei professionisti in servizio. Allo stesso modo, - aggiunge - riteniamo imprescindibile che siano garantiti fin da subito i programmi feriali annuali del personale, comprese le ferie estive. Operatori stanchi e sovraccarichi non tutelano né la propria salute né quella dei pazienti. La qualità dell’assistenza passa anche da condizioni di lavoro sostenibili».
Un dubbio sulle motivazioni che spingono i medici a lasciare in generale la sanità pubblica e in particolare il reparto vogherese, poi, lo solleva Patrizia Sturini, della segreteria Cgil funzione pubblica: «Quando dei professionisti decidono di dimettersi le motivazioni sono sempre legate a motivi che andrebbero analizzati per porvi rimedio – dice -. Bene che si faccia il concorso, quindi, ma invito anche l’azienda a fare una riflessione in merito per evitare che la situazione si ripeta anche con i prossimi assunti».