Combinata nordica, nasce la team sprint mista. ‘Ultima spiaggia’ per restare nel programma olimpico?
Nel fine settimana, la Coppa del Mondo di combinata nordica farà tappa a Lahti, in Finlandia. Il massimo circuito ha ormai poco da dire in termini di rincorsa alla Sfera di cristallo. Quella femminile è già stata vinta matematicamente dalla norvegese Ida Maria Hagen; in campo maschile, l’austriaco Johannes Lamparter ha un vantaggio tale da permettergli di dormire sonni tranquilli.
C’è tuttavia un tema forte legato all’evento programmato sulle nevi nordiche. Si tratta del nuovo format di gara che si disputerà nella giornata di sabato. Un’inedita Team Sprint Mista. La competizione non è mai stata andata in scena prima d’oggi e potrebbe rappresentare una delle ultime carte da giocare dalla disciplina per restare nel programma dei Giochi olimpici invernali.
Come funziona questa gara? Semplicemente si tratta di una prova a coppie, formate da un uomo e una donna. Le Team Sprint sono prassi comune, ma si sono sempre disputate nell’ambito dello stesso genere. Stavolta, le due metà del cielo saranno unite. Ognuno dei due atleti effettuerà un salto sul trampolino. Dopodiché, nello sci di fondo, entrambi dovranno percorrere quattro frazioni da 1,5 km, alternandosi sul tracciato.
Sostanzialmente, si tratta di una team sprint, che però avrà una frazione in più sugli sci stretti rispetto alle abitudini. Non solo, va rimarcato come l’uomo scenderà in pista nei segmenti dispari e la donna in quelli pari, andando quindi a tagliare il traguardo. Per come è stato concepita, questa competizione avvantaggia chiaramente chi ha qualità nel fondo, soprattutto nell’ambito del corredo cromosomico XX.
Si tratta di un test, di un prodotto da mettere in vetrina prima della fine del 2025-26, nella speranza che possa persuadere il Cio a non stralciare la combinata nordica dal programma delle Olimpiadi sulle Alpi Francesi 2030.
Il punto è che per la prossima edizione bisognerà raggiungere la parità sessuale, ma per farlo il Comitato Olimpico Internazionale ha due strade. Aggiungere il comparto femminile, assente a Milano Cortina 2026, oppure eliminare la disciplina tout-court. Ovviamente, l’inserimento delle donne, comporterebbe un aggiustamento delle quote a disposizione, già striminzite nei Giochi italiani.
Ecco perché si mette in scena questa team sprint mista. È un messaggio implicito, che mai sarà dichiarato, ma la cui ratio è palese: “Rispettabile Cio, guardi che volendo possiamo avere una prova a squadre in cui gareggia un uomo e una donna. Non l’abbiamo mai fatto, però volendo si fa”.
“Quote ridotte? Nessun problema. Piuttosto che niente, è meglio piuttosto”. In altre parole, la disciplina prova ad adattarsi alle circostanze e si rifugia in una sorta di ultima spiaggia. Basterà per non essere sconfitta? La risposta, in primavera. Nel frattempo, si spera che la gara di sabato possa essere spettacolare e degna del palcoscenico supremo.