Pavia aiuta gli iraniani, oltre12mila euro raccolti per studenti e famiglie
PAVIA. Pavia si mobilita in aiuto della comunità iraniana cittadina: nel giro di poche settimane, Caritas ha raccolto più di 12mila euro per sostenere i circa mille iraniani (più o meno 600 gli studenti universitari) che vivono a Pavia: è per questo che anche Edisu, l’ente per il diritto allo studio universitario, ha aderito alla campagna.
Gli studenti e i lavoratori iraniani sono persone che, negli ultimi due mesi, hanno vissuto a distanza il dolore della repressione scatenata degli ayatollah (che a gennaio hanno soffocato nel sangue le proteste interne) e in questi giorni seguono con apprensione l'evolversi della situazione nel Paese, adesso che Israele e Stati Uniti hanno avviato un conflitto regionale scatenato dai bombardamenti sull'Iran, con l'intento dichiarato di annichilire il regime.
Tra censura e difficoltà di comunicazione provocata dalla guerra, gli iraniani di Pavia (soprattutto gli studenti) rischiano di trovarsi senza il sostegno anche economico che arriva dalle famiglie, quelle che hanno mandato i loro figli all'università di Pavia per assicurare loro un futuro prospero mentre l’Iran si trasforma nell’epicentro di una nuova, ennesima guerra.
«Per il momento abbiamo colloqui fino a maggio, durante i quali ascoltaremo i bisogni delle persone iraniane di Pavia, che stimiamo siano circa un migliaio, così da assicurare loro un aiuto in questi tempi difficili» afferma don Franco Tassone, parroco della chiesa di San Mauro e direttore di Caritas.
«Nessuno indietro»
La raccolta fondi di Caritas è stata attivata all’inizio di febbraio, come risposta alla censura e al blocco delle comunicazioni che il regime del defunto ayatollah Alì Khamenei (ucciso nei bombardamenti congiunti Usa-Israele) aveva imposto durante la repressione di gennaio, quando migliaia di iraniani sono stati uccisi per essere scesi in piazza a protestare contro la teocrazia e le terribili condizioni economiche dell’Iran.
Adesso che lo scenario mediorientale è degenerato, Caritas ha scelto di rimanere a fianco della comunità: per lungo tempo, infatti, gli studenti iraniani sono stati una componente maggioritaria della popolazione internazionale dell’ateneo (insieme agli arrivi da Turchia e Pakistan).
È con il pensiero rivolto a loro – e al resto degli iraniani di Pavia – che Caritas ha deciso di attivarsi: «A fianco degli aiuti economici che stiamo erogando sulla base di una valutazione dei bisogni, condotta dai nostri sportelli di ascolto – prosegue Tassone – stiamo fornendo aiuto alimentare, affinché nessuno rimanga senza cibo. Parliamo di persone che stanno vivendo un’emergenza dopo l’altra, e di studenti che in molti casi vivono nei collegi universitari. Ci sono anche i lavoratori che sono bene inseriti nella nostra comunità e che non possiamo abbandonare. Nel silenzio delle comunicazioni via internet, dobbiamo essere d’aiuto».
Oltre ai tanti cittadini che hanno donato, la raccolta fondi di Caritas è sostenuta anche dal sindacato-associazione dei docenti Adrat-Cnu oltre che dall’Edisu, ente che gestisce i collegi pubblici. In attesa che il ministero vari misure specifiche per il supporto agli iraniani (come già accaduto in passato per gli studenti ucraini) la linea dell’ente è quella di non essere tassativo con la riscossione delle rette per i posti in residenza, come gesto di comprensione verso le loro difficoltà. Edisu sta inoltre accelerando sull’erogazione delle borse di studio, e a breve pubblicherà un bando per il contributo straordinario agli affitti studenteschi, che riguarda molti iscritti iraniani.