Follia e paura a Indian Wells, pistola e minacce di morte alla Stefanini: perdi. Sappiamo i nomi dei tuoi genitori e dove abiti
Il tennis italiano è sotto choc, ma questa volta il dritto e il rovescio non c’entrano. A far tremare i campi in cemento di Indian Wells è un episodio che trasuda violenza criminale e degrado morale: le minacce di morte a Lucrezia Stefanini, una delle nostre azzurre più tenaci, finita nel mirino di scommettitori senza scrupoli che hanno tentato di pilotare il risultato di un match attraverso il terrore.
Indian Wells, minacce di morte alla tennista azzurra Lucrezia Stefanini
Non siamo più nel campo delle semplici offese sui social – piaga già di per sé inaccettabile – ma di fronte a un vero e proprio “salto di qualità” della criminalità. Alla vigilia del match contro Victoria Jimenez Kasintseva, la tennista italiana ha ricevuto messaggi sul proprio numero personale. Il contenuto? Da brividi: la foto di una pistola, i nomi dei suoi genitori, l’indirizzo di casa sua e l’ordine perentorio di perdere la partita.
La denuncia della Stefanini: «Conoscevano la mia vita»
Proprio così: sui campi da tennis incombe l’ombra delle minacce di morte per la tennista italiana Lucrezia Stefanini a Indian Wells. L’azzurra (eliminata nel primo turno delle qualificazioni del Wta 1000 americano) ha ricevuto messaggi minatori su Whatsapp da alcuni scommettitori, alla vigilia del match poi perso 4-6 6-4 6-4 contro Victoria Jimenez Kasintseva, raccontando l’episodio sui social: «Mi hanno scritto su Whatsapp al mio numero personale. Inviato la foto di una pistola. E mi hanno intimato di perdere. Conoscevano i nomi dei miei genitori e dove abito. Queste situazioni devono finire, non è giusto ricevere questo tipo di pressione per una partita. Nessuno mi impedirà di portare avanti la mia passione. E non mi farò intimidire».
Tant’è che nonostante la pressione psicologica inumana, la Stefanini è scesa in campo, lottando per tre set prima di arrendersi alla stanchezza e allo stress (4-6 6-4 6-4). Ma il vero colpo da maestra lo ha piazzato dopo: decidendo di non restare in silenzio e denunciando tutto via social, con un’ammissione che ha messo a nudo la vulnerabilità degli atleti di fronte a organizzazioni che sembrano avere tentacoli ovunque…
Binaghi alza lo scudo: «Fatto gravissimo e intollerabile»
La risposta delle istituzioni sportive non si è fatta attendere. Il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, è intervenuto con una nota durissima che non lascia spazio a interpretazioni burocratiche. Il messaggio è chiaro: chi tocca i nostri atleti tocca la Federazione e lo Stato sportivo. «Le minacce subite da Lucrezia Stefanini – si legge in una nota – sono un fatto gravissimo e intollerabile», ha dichiarato Binaghi. «L’invio di immagini di armi, la conoscenza di dati personali e le intimidazioni rivolte a un’atleta rappresentano un salto di qualità inquietante che nulla ha a che fare con lo sport. Chi pensa di poter condizionare una partita attraverso la paura deve sapere che si muove su un terreno criminale».
Non solo. Perché Binaghi non si è limitato alla solidarietà. Ma ha lanciato un guanto di sfida al sistema internazionale, spesso troppo pigro nel proteggere i protagonisti del circuito: «Si tratta di comportamenti che meritano un’immediata risposta giudiziaria». Rilanciando: «La Federazione è al fianco di Lucrezia senza esitazioni. Chiediamo l’identificazione e la punizione dei responsabili. E pretendiamo che il sistema internazionale rafforzi in modo drastico i meccanismi di tutela degli atleti. Lo sport non si tocca. E chi lo minaccia deve pagarne le conseguenze».
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