Pellegrino guarda al ranking: “L’obiettivo è entrare in Top 100”
La gira sudamericana si è rivelata propizia per gli atleti tricolore, sia per quelli che hanno optato per il manto rosso sia per Flavio Cobolli, il quale ha invece deciso di prepararsi al ‘Sunshine Double’ passando per il cemento messicano di Acapulco, dove ha sollevato il suo secondo ‘500, dopo Amburgo. Sulla rovente argilla cilena, Luciano Darderi ha uscito gli artigli trionfando a Santiago, e nel medesimo torneo, Andrea Pellegrino ha raggiunto i primi quarti ATP della carriera, bussando alla porta dei top 100.
“Servono punti, ma dipende da me”
Spazio Tennis ha intervistato in esclusiva il tennista pugliese, abituale frequentatore del circuito Challenger con qualche sporadica presenza in quello maggiore. E nonostante i 28 anni di Andrea – Classe ’97 -, non è mai troppo tardi per il grande salto: “L’obiettivo ora è entrare nei Top 100, servono un po’ di punti ma dipende da me – dichiara -. Se tutte le settimane rimango centrato ed esprimo un buon livello, è un obiettivo alla portata”. Pellegrino conosce la terra rossa come le sue tasche, e sulla suddetta superficie si è anche tolto un grosso sfizio, battendo al Challenger di Estoril il canadese Felix Auger-Aliassime, che sino ad oggi rimane l’unica sua vittima top 20.
“Top 100? Lo vedevo come un sogno…”
Dopo il capitolo ‘Santiago’, l’azzurro ha sigillato il suo nuovo best ranking assoluto (n. 125), migliorando la 126^ casella raggiunta a settembre 2025, quando si è trovato a pochi passi dall’abbattere il muro della top 100: “Anche quando ci sono andato vicino, lo vedevo più come un sogno che come qualcosa di concreto. Sono molto convinto di me stesso e di quello che posso esprimere“, ha ribadito.
Fatto sta che l’avventura cilena gli ha dato uno sprint notevole, e in altura ha espresso un tennis eccezionale, battendo un avversario tosto del calibro di Comesana e gareggiando alla pari – per due set – col connazionale Luli: “Trasferta sudamericana buona, ma avrei anche potuto fare qualcosa di più. Ho giocato due belle partite sia con Etcheverry che con Darderi, però si è vista la mancanza di abitudine a giocare a quel livello“, si rimprovera Andrea, che a Buenos Aires aveva tenuto testa al padrone di casa, giunto in condizioni fisiche traballanti sul finale di partita.
“Con Comesana mi sono un po’ incartato”
“Contro Comesana, ho vissuto una montagna russa, avrei dovuto chiudere in due set. Da fondocampo ero superiore, ma mi sono un po’ incartato verso la fine del secondo set“, confessa. Pellegrino stava dettando legge contro “El Tiburon”, e una volta trovatosi in vantaggio sullo score di 7-6 5-2, ha rischiato di vanificare un match praticamente perfetto, ma è rimasto lucido, e ha ritrovato le energie per imporsi nella fase finale: “Nel terzo sono stato lì mentalmente, mi sentivo meglio e sapevo che riuscendo a rispondere ed entrare nello scambio ero favorito“.