Ucciso in casa a sprangate Mario Ruoso, patron di TelePordenone. Sospettato lo storico collaboratore
Il corpo era a terra, vicino alla porta d’ingresso dell’abitazione. Sangue sul pavimento,e violenti traumi alla testa. Così è stato trovato Mario Ruoso, 87 anni, imprenditore tra i più noti a Pordenone, nel primo pomeriggio di mercoledì 4 marzo. «La vittima è stata presa a sprangate», conferma il procuratore Pietro Montrone al termine del sopralluogo effettuato nell’appartamento insieme alla polizia scientifica. E aggiunge: «C’è una persona in Questura sulla quale si nutrono forti sospetti». L’ultima notizia? Sarebbe un storico collaboratore dello stesso Ruoso, il sessantottenne avrebbe compiuto il folle gesto per ragioni economiche.
Un sospettato
L’uomo sarebbe stato individuato dagli investigatori in un’abitazione di Azzano Decimo, nella prima periferia di Pordenone. Quando gli agenti sono arrivati, si trovava in compagnia di un cittadino straniero sul quale sono ora in corso ulteriori accertamenti.
Il sospettato è stato accompagnato in Questura, dove si trova attualmente in attesa della formalizzazione degli atti a suo carico.
Il ritrovamento di Mario Ruoso
A dare l’allarme è stato il nipote che, entrando nell’attico al settimo piano dove l’anziano viveva, si è trovato davanti la scena e ha immediatamente chiamato il 112. Dalla centrale operativa Sores Fvg sono stati inviati ambulanza e automedica. I sanitari hanno tentato di verificare le condizioni dell’uomo, ma per Ruoso non c’era più nulla da fare.
La ferita alla testa e le verifiche
Nel primo pomeriggio è stato convocato il medico legale Antonello Cirnelli, incaricato dalla Procura di effettuare una prima ispezione sul corpo e chiarire l’origine della ferita. Il sopralluogo è iniziato attorno alle 16.30 ed è proseguito per diverse ore all’interno dell’appartamento. Con lui hanno lavorato gli specialisti della polizia scientifica della polizia di Stato, arrivati da Padova per i rilievi tecnici. Gli operatori hanno documentato ogni dettaglio dell’abitazione e raccolto elementi utili a ricostruire gli ultimi momenti dell’imprenditore.
Un dettaglio che ha subito orientato gli investigatori verso l’uso di un oggetto contundente, probabilmente privo di scanalature. Nella caduta l’uomo avrebbe battuto il capo contro lo spigolo di un mobiletto. A quel punto l’aggressore avrebbe infierito con numerosi colpi, fino a provocarne la morte.
Al momento nessuna ipotesi viene esclusa. A filtrare è addirittura l’ipotesi della “mattanza“, ma l’arma non è stata ancora rinvenuta.
Le immagini delle telecamere
Parallelamente agli accertamenti nell’appartamento, gli investigatori stanno acquisendo le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini potrebbero fornire indicazioni sui movimenti avvenuti nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo, consentendo di verificare eventuali presenze sospette nei pressi del palazzo.
Al momento non risultano testimoni oculari. L’indagine si concentra anche sulle testimonianze raccolte tra vicini di casa e collaboratori dell’imprenditore, ma finora non sarebbero emersi elementi determinanti.
Una figura storica dell’imprenditoria locale
Mario Ruoso era una figura molto conosciuta in città. Cavaliere del lavoro, per decenni ha guidato il Garage Venezia, una delle concessionarie automobilistiche più longeve del Friuli Venezia Giulia.
Accanto all’attività imprenditoriale aveva costruito anche un progetto editoriale: fu infatti il fondatore dell’emittente televisiva TelePordenone, realtà che per anni ha raccontato il territorio prima di cessare le trasmissioni due anni fa.
La notizia della sua morte ha rapidamente raggiunto ambienti economici e istituzionali della città.
Il cordoglio del sindaco
«Con la scomparsa di Mario Ruoso viene a mancare una figura che, in particolare attraverso le attività del Garage Venezia e di TelePordenone, ha contribuito in modo significativo alla vita economica e informativa del territorio, lasciando un segno profondo nella comunità pordenonese». Lo ha affermato il sindaco di Pordenone, Alessandro Basso, in una nota di cordoglio. «Alla sua famiglia e ai suoi cari rivolgo il pensiero e la vicinanza dell’amministrazione comunale, della città e mia personale in questo momento di dolore», ha concluso.
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