Le toghe buoniste graziano i clandestini condannati per stupro di gruppo. FdI: dove sono le femministe?
È lunga la scia di sdegno per alcune sentenze “surreali” dei giudici che rimettono in libertà due immigrati clandestini dal curriculum criminale. Una sentenza di ‘grazia’ riguarda un marocchino clandestino accusato di spaccio e condannato per stupro di gruppo. L’immigrato, dal 17 febbraio al Cpr di Gjader in Albania, è stato salvato dalla Corte d’Appello di Roma che ha accolto la sua richiesta di protezione internazionale. L’altro verdetto che lascia senza parola, dei giudici di Firenze, riguarda invece un cittadino pakistano, accusato di omicidio volontario in Grecia. Due vicende eclatanti messe in evidenza dalla premier Meloni ai microfoni di Rtl 102.5 che ha sottolineato il curriculum criminale del pakistano. Per poi domandare provocatoriamente dove sono le femministe.
I giudici salvano due clandestini accusati di stupro e omicidio volontario
“La sentenza della Corte d’Appello di Firenze è un insulto al buonsenso e alla sicurezza nazionale. Siamo di fronte a una deriva ideologica che trasforma l’Italia nel rifugio sicuro di chi fugge dalla giustizia europea. Secondo i giudici toscani, l’imputato — che avrebbe ucciso un giovane a colpi di arma da fuoco — non può essere consegnato ad Atene perché le carceri elleniche sarebbero ‘inumane’. Parliamo della Grecia, uno Stato membro dell’Unione europea, non di una dittatura sperduta. Con questa decisione si demolisce il principio cardine della reciproca fiducia tra Stati Ue e si crea un precedente pericolosissimo”. Così Elisabetta Gardini sdegnata dall’ennesima decisione delle toghe che rischiano di vanificare gli sforzi del governo per il contrasto all’immigrazione clandestina e la sicurezza.
Gardini: siamo al diritto al “comfort detentivo”, scandaloso
“D’ora in poi basterà lamentare il sovraffollamento carcerario per circolare liberamente in Italia nonostante accuse di omicidio? Perché il diritto al ‘comfort detentivo’ di un presunto omicida prevale sul diritto alla sicurezza dei cittadini italiani che ora se lo ritrovano ‘a spasso’ per le strade”. Anche per Augusta Montaruli di FdI il caso lascia sgomenti. “Siamo davanti a un cortocircuito che pone una domanda tanto semplice quanto drammatica. Come si tutela la sicurezza dei cittadini e, soprattutto, delle donne se lo Stato è privato degli strumenti per allontanare chi delinque?”. Ma – aggiunge la parlamentare – ancora più incomprensibile è il silenzio delle femministe di sinistra. “Sempre pronte a mobilitarsi selettivamente. Ma improvvisamente mute quando la vicenda non si presta a una precisa narrazione ideologica. Davanti a un caso di violenza sessuale di gruppo ci aspetteremmo una presa di posizione netta, senza ambiguità e senza i soliti doppi standard a cui la sinistra è abituata”.
Montaruli: incomprensibile il silenzio delle sinistre
“Il caso dei cpr in Albania è eloquente”, commenta la senatrice di FdI Elena Leonardi. “Alcuni giudici non hanno convalidato il trasferimento e costretto a riportare in Italia un immigrato che ha, tra i suoi precedenti, spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso e violenza sessuale di gruppo. È bastato che questa persona, arrivato in Italia clandestinamente, facesse richiesta di protezione internazionale perché la nostra magistratura lo assecondasse. Non stupisce allora che la Corte d’Appello di Firenze non ha estradato in Grecia un altro immigrato, accusato dal Paese ellenico di omicidio, perché lì le carceri sarebbero inumane. È così resta a piede libero in Italia. Non è forse giunto il momento, il 22 e 23 marzo, di riformare la giustizia per evitare simili scempi? E dove sono le femministe di fronte a tutto ciò?”. ” “È giustizia questa o forse sarebbe più corretto chiamarla ideologia?”, rincara la dose la senatrice di FdI Antonella Zedda.
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