A caccia dell’olio d’Oltrepo, sperimentazione su 100 olivi
TORRAZZA COSTE. Alla ricerca della varietà di olivo originaria dell’Oltrepò che possa produrre un olio totalmente locale. le azioni È questo l’obiettivo del progetto “Demo-Oliop” che è stato lanciato nei giorni scorsi con un convegno alla Fondazione Riccagioia di Torrazza Coste. Dopo il convegno sono state organizzate due azioni dimostrative con la piantumazione di oltre cento piante di olivo, alla Fondazione Riccagioia e a Montalto Pavese, realizzate con innesti provenienti da olivi secolari presenti sul territorio oltrepadano.
Come ha spiegato, durante il convegno, la docente Virginia Ughini, dell’Università Cattolica di Piacenza (partner del progetto con il dipartimento di Scienze della Terra dell’università di Pavia e la società Eco srl), lo scopo dell’iniziativa è favorire l’ottenimento di un prodotto tipico, di elevata qualità con metodi di gestione sostenibili e moderni. La docente, inoltre, ha spiegato che le giovani piante dei potenziali genotipi locali dell’Oltrepo pavese, ottenute dalla propagazione di vecchi esemplari di olivo censiti e descritti nel territorio nel corso dell’ormai concluso progetto Olimpo, andranno a costituire un campo collezione/conservazione ex situ, alla Fondazione Riccagioia.
In particolare i dati fisiologici, agronomici, fenologici, di qualità dell’olio monovarietale, che sarà possibile ottenere da questi genotipi locali, potranno orientare la scelta della loro ricoltivazione, al fine di caratterizzare la tipicità del prodotto finito Evo (olio extravergine d’oliva) di elevata qualità dell’Oltrepò pavese. «L’intenzione, con la creazione di questo campo, è di confrontare le piante e capire se possano produrre un olio di qualità ese sono soggette o meno alle malattie» aggiunge Paolo Bazzano di Eco srl. Niccolò Militello e Matteo Busconi, anch’essi docenti della Cattolica di Piacenza, hanno presentato le attività svolte in Oltrepò per la caratterizzazione del germoplasma olivicolo tradizionale ai fini di una possibile iscrizione di genotipi unici nell’anagrafe nazionale dell’agrobiodiversità e della possibile definizione di varietà locali da proporre per l’olivicoltura dell’Oltrepò.
Al termine del convegno, dove sono intervenuti anche rappresentanti dell’importante realtà olivicola di Brisighella, in provincia di Ravenna, la professoressa Ughini ha condotto la piantumazione delle prime piante di olivo autoctono nel campo della Fondazione Riccagioia (in totale saranno un centinaio), mentre domenica scorsa si è svolta un’altra azione dimostrativa, con la messa a dimora di una quindicina di piante di olivo a Montalto Pavese, in località Pizzotorto, grazie alla disponibilità del Comune, delle aziende agricole Podere Bignolino e La Piotta di Padroggi Luigi & Figli, e in collaborazione con la Pro Loco di Montalto Pavese e l’Associazione Malerbe. La prossima azione dimostrativa è in programma venerdì 13 maggio, alle 9, all’azienda agricola Ballabio di Casteggio, con la potatura di produzione in un oliveto attivo da circa 25 anni, per illustrare e dimostrare le tecniche agronomiche migliori per agire su piante il cui scopo è quello di produrre efficacemente. —