Crosetto convoca i vertici della Difesa: “Momento drammatico, ridurre al minimo gli impedimenti burocratici”
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha convocato oggi una riunione d’emergenza in videoconferenza con il capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, il direttore nazionale degli Armamenti, Giacinto Ottaviani, e i rappresentanti dell’industria della difesa italiana. Alla riunione hanno partecipato circa 130 persone. Così il ministro in una nota.
L’incontro aveva l’obiettivo di condividere la complessa situazione geopolitica, specie, adesso, in Medio Oriente, e di stimolare e responsabilizzare l’industria della difesa sulla necessità di tutelare gli interessi nazionali, impegnandosi oltre i normali canoni commerciali.
Crosetto ai vertici militari della Difesa: la burocrazia può compromettere la sicurezza
“Nel corso della riunione ho sollecitato l’industria della difesa a segnalare tutte le proprie disponibilità operative, i programmi in fase di finalizzazione e ogni iniziativa che possa contribuire, in tempi brevissimi, a rafforzare ulteriormente la difesa, specie quella aerea, del Paese, nonché quella dei Paesi alleati e dei Paesi amici. Ho inoltre sottolineato che, in un momento così delicato e drammatico, è fondamentale ridurre al minimo gli impedimenti e le procedure burocratiche che sempre meno si sposano con esigenze che non possono aspettare e che incidono negativamente sull’efficienza e, in ultima analisi, sulla sicurezza stessa del Paese”, ha affermato Crosetto.
“In questo momento è di fondamentale importanza che il sistema Paese operi in stretta sinergia e con rapidità di fronte a una situazione internazionale che potrebbe degenerare, creando rilevanti complicazioni e difficoltà per l’Italia sia sul piano geopolitico sia su quello economico”, ha concluso.
Quali armamenti potrebbe fornire l’Italia nella guerra in Medio Oriente
Secondo una ricostruzione fatta dal Corriere della Sera, l’Italia potrebbe fornire ai Paesi amici impegnati nella guerra mediorientale, una serie di armamenti sofisticati.
In cima alla lista delle richieste c’è il sistema antimissile Samp-T, l’unica forma di difesa in grado di assicurare attualmente la copertura dagli attacchi iraniani. I partner arabi — Qatar, Emirati e Kuwait — si sono rivolti all’Italia perché è uno dei due Paesi europei, insieme con la Francia, a disporre di questo genere di strumenti. L’Italia disporrebbe al momento da tre a cinque di questi sistemi antimissile Samp-T per la difesa del territorio nazionale, in attesa dell’aggiornamento Ng (New generation), uno dei quali è stato già consegnato all’Ucraina.
Sistema anti drone e lanciamissili Grifo
L’Italia potrebbe fornire ai Paesi già sotto attacco il sistema antimissile Aster 30 che fa parte della dotazione difensiva della fregata Spartaco Schergat attualmente impegnata nell’operazione Mediterraneo sicuro, che potrebbe essere dirottata verso Cipro.
L’arsenale difensivo dell’Italia comprende anche sistemi anti drone C-Uas (Counter-Unmanned aircraft systems), apparecchiature radar e satellitari, il cannone Skynex e poi il lanciamissili Grifo con un raggio d’azione però inferiore a quello dei Samp-T. Sempre sul fronte anti drone il nostro Paese potrebbe inviare i jammer-bazooka in dotazione ai fucilieri dell’Aeronautica e all’artiglieria contraerea dell’Esercito con rilevatori di radiofrequenze, disturbatori e sistemi di cattura di velivoli ostili.
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