Camini in piazza Vittoria, baristi e ristoratori bocciano le torrette: «Danno estetico enorme»
PAVIA. «Orribili». «Tolgono spazio ai dehors». «Ma non c'erano proprio altre soluzioni?». Gli esercenti commerciali di piazza della Vittoria bocciano i camini per la ventilazione del mercato sotterraneo, destinato a ospitare eventi culturali e spazi per la socializzazione.
Il progetto, lanciato dalla giunta Fracassi ed ereditato dall'attuale amministrazione Lissia, è in fase di costruzione e vede oggi la realizzazione di sei torrette di acciaio alte quattro metri che conterranno le condotte per la presa e l'espulsione dell'aria: tre davanti a Palazzo Diversi, edificio tardogotico realizzato nel 1347, e tre a pochi passi da Casa Piazza della Vittoria, storico complesso all'angolo con via della Zecca.
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Finanziato con due milioni e trecentomila euro del Pnrr, l'intervento ha ricevuto nei mesi scorsi il placet della commissione paesaggistica del Comune e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e sarà ultimato entro fine aprile. Per Palazzo Mezzabarba i camini di esalazione sono «imprescindibili per effettuare i ricambi d'aria nelle modalità corrette». Per i titolari di bar e ristoranti della piazza più importante di Pavia l’intervento poteva invece essere evitato.
«È un danno estetico enorme per cittadini e turisti», commenta Marco Tavazzani, proprietario del “Clan”, tra i locali più colpiti dal progetto. Anche in termini economici: «In questi mesi i cantieri hanno oscurato la visibilità della vetrina e dell’insegna dalla piazza: tra giugno e agosto abbiamo guadagnato circa il 20 per cento in meno rispetto all’anno precedente», si lamenta. Tavazzani spiega poi che, a causa dell’allargamento del varco d’accesso al mercato ipogeo, ha dovuto togliere alcune file di tavoli all’esterno del suo locale: una piccola modifica che potrebbe significare molto in termini di clientela.
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Al coro della polemica si unisce Rocco Ferro, barista dell’“Under Victory”, situato nello spazio sotterraneo: «Quelle torri sono proprio brutte da vedere, non ci volevano in una bella piazza medievale come la nostra», commenta da dietro il bancone. «Veramente non c’erano altre soluzioni?». Duro anche Giuseppe Carbone, titolare della “Polleria Sottomercato” dal 1994: «Dopo la tettoia, ora piazza della Vittoria avrà un’altra struttura orribile», sbotta. Stesso giudizio pure da chi ha un negozio nello spicchio di piazza non “invaso” dalle torrette. «Così si tolgono metri quadrati calpestabili in una delle zone più turistiche della città», dice Fabrizio Moroni del “Civico Dodici”. Che aggiunge preoccupato: «Il progetto iniziale prevedeva anche la costruzione di torrette in questo lato della piazza: mi auguro che con le lamentele che sono uscite in questi giorni il Comune ci abbia ripensato».
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A pensarla diversamente è invece Elena Sacco del “Portichetto”: «Se la legge prevede queste strutture per il filtraggio dell’aria non vedo perché dovremmo opporci a questa iniziativa», spiega. In più, «si tratta di camini rimovibili: se, a lavori finiti, si dovessero rivelare effettivamente un problema allora verranno tolti e si troverà una soluzione alternativa», aggiunge. «In fondo, per noi pavesi potrebbe essere solo una questione di tempo: come ci siamo abituati alla tettoia, così faremo con questa novità». —
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