Ecco le foto dei danni alla pista da bob di Cortina: 112 segnalazioni nel dossier dopo le Olimpiadi
La quantificazione dei danni ancora non c’è, ma bastano le 112 fotografie scattate dal direttore dei lavori per mostrare lo stato precario e di abbandono in cui è stata lasciata la nuovissima pista da bob di Cortina dopo le gare olimpiche. Trova così conferma l’esistenza di un contenzioso tra i soggetti che si sono occupati di costruire e utilizzare l’impianto “Eugenio Monti”, a causa degli interventi di ripristino necessari dopo 22mila discese di bob, skeleton e slittino. Si tratta di Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico), di Fondazione Milano Cortina 2026 (comitato organizzatore) e del Comune di Cortina. Il 25 febbraio, tre giorni dopo la conclusione delle Olimpiadi, un sopralluogo è stato effettuato dall’ingegnere Michele Titton (società ITS Engineering) responsabile dei lavori per conto di Simico e dai tecnici della società Energytech di Bolzano.
IL DOSSIER FOTOGRAFICO
Il risultato è contenuto in un “verbale di sopralluogo di controllo” redatto il 25 febbraio, lo stesso giorno in cui il Comune ha incaricato uno studio legale di occuparsi del pre-contenzioso, in vista dell’acquisizione definitiva dell’impianto, quando i lavori saranno finiti. “In generale si denota una condizione del sito in stato quasi di abbandono. – c’è scritto – Al di là di poche lavorazioni in essere, relative allo smontaggio di alcune delle opere temporanee (ad esempio, gli schermi per gli spettatori), gli spazi sono stati lasciati in assenza di qualsiasi pulizia, riordino o sistemazione del caso. Non da poco è anche il fatto che tutti gli spazi degli edifici sono stati lasciati aperti, anche locali tecnici come la ‘control room’ dell’edificio di arrivo, la quale contiene strumentazioni del valore di centinaia di migliaia di euro”. Segue un’analisi settore per settore.
NESSUNA ZONA RISPARMIATA
La descrizione è analitica e interessa tutto l’impianto: il locale giuria, la partenza bob e slittino, gli spogliatoi, l’area Warm Up, i locali elettrici, i magazzini, l’edificio per la refrigerazione, la control room, i vani ascensore, le passerelle, la zona uffici, la torre di evaporazione, i bagni e la zona esterna. Sulla pista i rilievi interessano la curva Striess, la partenza donne, curva Sento, partenza junior, partenza turistica, l’ingresso e la curva Labirinti, curva Bandion, rettifilo Lino K2, curva Antelao, curva Tofana, curva e rettifilo d’arrivo. All’esterno c’è anche la zona stoccaggio dei bob, oltre ad ampi settori della viabilità di servizio.
“PORTE E MANIGLIE ROTTE, CAVI SCOPERTI, BARRIERE DIVELTE…”
I danni rilevati sono molto diversi. La pulizia è assente un po’ dappertutto. Ovunque si trovano cavi scoperti, staccati o perfino ammucchiati. Reti parapetto sono rovinate o piegate. Danni risultano alle intonacature, segnate o lesionate, ma in qualche caso perfino staccate. Si dovrà accertare se le cause sono stati gli urti o il cedimento degli intonaci. Sono state fotografate porte e uscite di sicurezza danneggiate, compresi il portone di un garage e alcuni maniglioni. Alcuni locali sono stati utilizzati impropriamente come deposito di materiale. Diversi oggetti ingombranti sono stati fotografati vicino alle vie di fuga. In qualche punto degli edifici sono stai tagliati divisori o pannelli in cartongesso. Un danneggiamento grave è stato individuato nei pannelli in legno di sicurezza, sopra la pista ad esempio alla curva Labirinti 1. Qua e là tende rotte o tagliate. Un paio di manometri risultano non funzionanti. Individuato anche il rischio di foratura dei tubi di raffreddamento. Scatole di alimentazione sono state staccate. Qua e là sono caduti pezzi di controsoffitti.
Si aggiunge, all’esterno, “il distacco di gran parte dei dispositivi ferma-neve su entrambe le falde dell’edificio A delle partenze. Si sottolinea che l’attribuzione di responsabilità circa il danno appena riportato è in fase di accertamento”. Nelle stradine è stato stoccato materiale, come in una discarica. Ci sono cumuli di neve non rimossi. Lungo tutta la pista rinvenute scatole schiacciate e canale elettriche piegate, ma sono danneggiati anche dispositivi di sicurezza Safety system. Fotografate buche profonde nella viabilità di passaggio dove lo stato di abbandono è testimoniato anche dal cippato non smaltito.
“SERVE UNA COMMISSIONE COMUNALE”
“Stanno emergendo dettagli inquietanti sullo stato dell’impianto”, ha dichiarato la consigliera di minoranza Roberta De Zanna, che ha presentato un’interrogazione al sindaco di Cortina. “La gravità della situazione è confermata nei fatti: l’inagibilità della pista ha già costretto gli organizzatori alla cancellazione dei Campionati Italiani di Bob, che avrebbero dovuto svolgersi nei giorni immediatamente successivi ai Giochi. Certo fa dubitare che un’opera costata 120 milioni di euro, realizzata in tutta fretta, possa ridursi così dopo un normale svolgimento delle competizioni”. La consigliera è preoccupata perché il Comune potrebbe dover pagare anche fragilità strutturali e danni. “Se l’Amministrazione accetta l’impianto senza le dovute garanzie, i costi di riparazione e i vizi occulti ricadranno interamente sulle tasche degli ampezzani. Chiediamo al Sindaco di nominare una commissione di tecnici terzi per una perizia che verifichi non solo i danni superficiali, ma anche l’integrità strutturale e l’efficienza degli impianti”.
SIMICO: “NON CI SONO DANNI MILIONARI”
Il 9 marzo, dopo una riunione tra Fondazione, Comune di Cortina e Simico, quest’ultima aveva rilasciato una dichiarazione. “In merito alle notizie circolate sul futuro dello Sliding Centre di Cortina, si precisa che è priva di fondamento l’affermazione secondo cui il nuovo impianto sarebbe ‘fuori uso’”. Il comunicato proseguiva: “La pista, realizzata in tempi record, ha già ricevuto, durante i Giochi, apprezzamenti e riconoscimenti a livello internazionale con oltre 22mila discese. Nelle prossime settimane saranno completate le ultime attività di cantiere. Si sottolinea, peraltro, che le cifre circolate sulla stampa di eventuali ‘danni milionari’ all’impianto non corrispondono alla realtà dei fatti e non sono certificate da nessun documento tecnico da parte di questa Società”.
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