Edilizia scolastica, i soldi del Pnrr non arrivano: da Torino a Roma fase critica per gli istituti
Mancano circa cento giorni alla chiusura del Pnrr ma in molte scuole i progetti sono terminati, le rendicontazioni sono state fatte ma i soldi da Roma non sono arrivati così i presidi sono costretti ad anticipare migliaia di euro, per pagare i fornitori, mettendo a rischio i bilanci degli istituti. L’allarme arriva da Torino dove la Flc Cgil ha monitorato l’attuazione del Piano nazionale nelle scuole, segnalando criticità legate a scadenze troppo stringenti. Al liceo “Margherita” del capoluogo piemontese – ad esempio – su 936 mila euro di finanziamenti Pnrr non sono arrivati ancora 117 mila. La dirigente Brunella Buscemi ha dichiarato a “La Repubblica Torino” di “aver dovuto anticipare denaro per pagare il personale”.
A rallentare il tutto sono proprio gli aspetti burocratici come il mancato ok dell’autorità di gestione che non permette di ricevere il saldo finale. Stessa situazione al liceo “Passoni” dove hanno ricevuto solo la metà dei finanziamenti previsti. Non cambia la musica all’istituto “Gobetti Marchesini” che sta aspettando 600 mila euro. Difficoltà si registrano anche all’istituto comprensivo “Gabelli”, alla media “Bobbio”. A Roma oltre 1.400 cantieri di edilizia scolastica sono ancora aperti: viaggiano a ritmo sostenuto, con una quota di pagamenti impegnati superiore alla media nazionale, ma circa 185 interventi rischiano di non essere completati entro il 31 marzo.
Il caso Pnrr riguarda non solo i ritardi nei pagamenti ma anche i calendari. L’Unione delle Province italiane è intervenuta sulla questione, nei giorni scorsi, in un’audizione alla Camera per chiedere di “chiarire con norma i termini di scadenza della tempistica relativa alle misure in capo alle Province riguardo alla conclusione delle opere, al collaudo delle stesse e alla rendicontazione finale. Ad oggi, i termini risultano non coerenti con quelli indicati dal Piano”.
D’altro canto la Flc Cgil, a fine febbraio scorso, durante un incontro del tavolo tecnico sul Pnrr aveva segnalato come problema urgente l’estrema lentezza nella validazione delle rendicontazioni da parte dei revisori Mim. “Abbiamo sostenuto -ha spiegato la segretaria generale Gianna Fracassi – che il rallentamento, tuttavia, non è dovuto solo ai revisori poiché quand’anche ci sia stata una verifica positiva, in moltissimi casi manca ancora la validazione dell’unità di missione. Sono stati dunque richiesti tempi celeri e certi nelle operazioni perché tale situazione determina un ritardo nei saldi con conseguenti forti anticipi di cassa per il pagamento di forniture e personale o l’esposizione delle scuole a conflittualità e contenzioso”.
Non solo. Sono state messe in evidenza anche le difficoltà legate alla gestione della piattaforma e delle check list che creano un ulteriore carico amministrativo per dirigenti scolastici, Dsga e segreterie scolastiche.
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