Acea da record: utile vola a 481 milioni e investimenti per 1,5 miliardi nel 2025
Il 2025 si chiude come un anno di svolta epocale per Acea. Il Consiglio di Amministrazione, presieduto da Barbara Marinali, ha dato il via libera a un bilancio che segna risultati ai massimi storici. Il gruppo ha saputo coniugare una profonda trasformazione organizzativa con una rigorosa disciplina finanziaria, puntando tutto su reti idriche, elettriche e ambiente.
I numeri parlano chiaro: i ricavi consolidati pro-forma hanno raggiunto i 2.986,1 milioni di euro, mentre il margine operativo lordo (EBITDA) è salito a 1.420 milioni, segnando un +6,8% rispetto all’anno precedente. Ma il dato che spicca maggiormente è l’utile netto, che balza a 480,6 milioni di euro, con una crescita record del 44,9%.
La strategia di Palermo e il ruolo delle infrastrutture
Il motore di questa crescita è stata la focalizzazione sui business regolati, che oggi rappresentano il 96% dell’EBITDA totale. L’Amministratore Delegato di Acea, Fabrizio Palermo, ha commentato con soddisfazione il percorso intrapreso dal gruppo.
“Il 2025 è per ACEA un anno di risultati ai massimi storici per effetto del percorso di trasformazione operativa e organizzativa avviato negli ultimi anni e della crescente focalizzazione sui business infrastrutturali regolati, mantenendo al tempo stesso una forte disciplina finanziaria che ha portato al miglioramento di tutti gli indicatori economici e patrimoniali” ha dichiarato Palermo.
L’AD ha poi sottolineato l’impegno concreto sul territorio: “Abbiamo rafforzato il nostro ruolo di operatore di riferimento nello sviluppo e nella gestione di progetti essenziali per i territori e nel corso dell’anno abbiamo realizzato oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti, destinati in larga parte allo sviluppo delle reti idriche ed elettriche e al potenziamento degli impianti nel settore ambientale”.
Dividendi e valore per gli azionisti
L’ottima performance finanziaria si traduce in una notizia positiva per i soci. Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea degli Azionisti (convocata per il 3 e 4 giugno 2026) la distribuzione di un dividendo di 1,20 euro per azione. Questa cedola include una componente straordinaria di 0,25 euro e verrà messa in pagamento a partire dal 24 giugno 2026.
Il risultato netto ha beneficiato in modo significativo anche di operazioni strategiche, come la plusvalenza di 111,3 milioni di euro derivante dalla cessione della rete in Alta Tensione a Terna. Tuttavia, anche l’utile netto ricorrente, che esclude le partite straordinarie, mostra una salute di ferro con un incremento del 15% a 376 milioni di euro.
Sostenibilità e transizione ecologica
Non c’è solo la finanza al centro del bilancio 2025. Acea ha impresso un’accelerazione decisa sui temi della sostenibilità. La produzione di energia da fonti rinnovabili è aumentata dell’11%, arrivando a coprire il 63% del totale. Particolarmente rilevante è il dato sull’economia circolare: il riutilizzo di acqua riciclata è cresciuto del 29%, arrivando a soddisfare il 90% dei consumi idrici per scopi industriali.
Sul fronte operativo, l’area Acqua Italia rimane il pilastro del gruppo, contribuendo per il 58% all’EBITDA complessivo. Bene anche il comparto Ambiente, cresciuto grazie ai maggiori volumi trattati dagli impianti di termovalorizzazione, e l’area Produzione, che ha beneficiato dell’aumento dei prezzi energetici e di una maggiore efficienza degli impianti idroelettrici e fotovoltaici.
Uno sguardo al futuro e la Guidance 2026
Nonostante un quadro internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche e incertezze commerciali, Acea guarda avanti con ottimismo attraverso la strategia denominata Green Diligent Growth. Il mercato ha già dato un segnale di fiducia con l’upgrade del rating da parte di Moody’s, passato da Baa2 a Baa1.
Per il 2026, il gruppo prevede una ulteriore crescita dell’EBITDA tra il 3% e il 5% rispetto al dato del 2025 restated. Gli investimenti previsti rimarranno massicci, confermandosi intorno a 1,5 miliardi di euro, per proseguire nel rinnovamento delle infrastrutture critiche del Paese e mantenere una struttura finanziaria solida ed equilibrata.