«Sono entrato dalla porta», chi è Orazio Musumeci, il pavese che ha interrotto Giorgia Meloni
Pavia. Si definisce onorevole (pur non essendo mai stato in parlamento) e un decennio fa avrebbe avanzato il suo nome come presidente della Repubblica. Sulla sua bio di Facebook afferma di essere «direttore generale Enel» e «amministratore non delegato tecnico dello Stato». Ha scritto due libri, tra i quali Il 13esimo presidente (autopubblicato su Amazon) che giovedì 12 marzo ha consegnato alla presidente del consiglio Giorgia Meloni, eludendo l’impressionante dispositivo di sicurezza messo in campo per l’evento che si è tenuto al teatro Franco Parenti di Milano, dove la maggioranza di governo ha organizzato un comizio al sostegno del sì al referendum sulla giustizia del prossimo 22-23 marzo.
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Questo, in breve, il profilo di Orazio Maurizio Musumeci, l’eccentrico personaggio finito alla ribalta delle cronache per il suo blitz che è terminato con l’identificazione da parte degli agenti della Digos. Siciliano di origini (ma residente a Mezzanino) si è reso protagonista di un fuori programma che ha coinvolto le più alte cariche dello Stato.
Cosa è successo
Giovedì sera, teatro gremito per l’evento sul referendum voluto dalla maggioranza di governo: prima del discorso di Meloni, Musumeci (il quale precisa di non avere alcuna parentela con il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci) riesce a salire sul palco, a stringere la mano alla presidente del consiglio e a darle una copia del suo libro, che in quarta di copertina prova a invogliare il lettore con questa reclame: «Un cittadino onesto, che continua ostinatamente a credere nella giustizia, nonostante le delusioni e le ingiustizie vissute, e che desidera concludere il proprio cammino con dignità, trovando finalmente pace con sé stesso e con il mondo che lo circonda». Prima di prendere salutare la presidente Meloni con un’accennata stretta di mano, Musumeci ha detto di aspettarsi «le dimissioni del capo dello Stato Sergio Mattarella». Lui stesso, in un post sui social, ha raccontato l’avvenimento dal suo punto di vista: «Mi hanno chiesto come ho fatto a salire sul palco, semplicissimo sono entrato dal portone principale, poi ho aspettato che aprissero la porta del salone principale dopo al centro sala dove c'era la sicurezza con il nastro scorrevole. Al momento del suo ingresso al palco (di Giorgia Meloni, ndr.) ho chiesto alla colonna di uomo imponente della sicurezza che era al mio fianco di spostarsi che io dovevo salire sul palco per salutare e regalare il mio libro provocatorio IL TREDICESIMO PRESIDENTE alla Meloni, che oltretutto è rimasta perplessa e inaspettata, tutto qua tutto come avevo previsto».
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Chi è Orazio Musumeci
Nel 2013 Musumeci si propose come candidato alla presidenza della Repubblica. Sul suo profilo Facebook si presenta con titoli improbabili, sostenendo di essere una sorta di dirigente “superpartes” dello Stato. Si definisce tra le altre cose “onorevole”, senza mai essere stato eletto. I suoi post su Facebook sono di stampo soprattutto politico, con inviti al confronto in merito al calo della partecipazione politica e altre tematiche collegate.
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Il suo blitz ha destato un certo sgomento tra i ranghi di Fratelli d’Italia, poiché da quanto si è appreso alcuni deputati giunti al Franco Parenti per l’evento del referendum non sarebbero riusciti a stringere la mano alla presidente del consiglio. Musumeci, invece, ce l’ha fatta.