Nuova caserma dei carabinieri, lavori al palo: «Altri 4 mila euro spesi per nulla»
Casorate. Riapertura del cantiere ancora lontana e altri soldi pubblici per la battaglia legale tuttora in corso. La storia infinita della nuova caserma dei carabinieri di Casorate torna ad infiammare il dibattito politico, dopo gli ulteriori soldi che il Comune ha dovuto sborsare per la nomina del un consulente tecnico che dovrà affiancare l’amministrazione nella complicata causa in corso davanti al giudice per lo stop dei lavori. Il tutto in attesa della decisione finale, prevista però non prima di luglio.
le critiche dell’opposizione
«Ancora una volta si spendono soldi pubblici per una vicenda che ormai ha i contorni della commedia, se non ci fosse di mezzo denaro pubblico – osserva il consigliere di opposizione Luigi Cosentini –. Nel caso specifico, sono altri 2700 euro che il Comune dovrà sborsare. Più altri mille euro per il ctu (consulente tecnico d’ufficio, ndr) del giudice. Intanto il cantiere è fermo, l’edificio si è trasformato in una giungla e in un pozzo senza fine di finanze pubbliche, mentre la ripresa dei lavori resta una chimera».
la spiegazione del comune
Ma la situazione per sbloccare il cantiere, fermo da tre anni, non è così semplice. «Soprattutto perchè siamo ancora nel mezzo di una causa – dice il sindaco Enrico Vai –. Abbiamo fatto un incontro per la valutazione di quanto è stato fatto finora, al fine di quantificare la liquidazione per l’appalto della ditta che doveva realizzare la caserma. Ma ci sono state valutazioni differenti, per questo il giudice ha dato incarico ad un consulente di quantificare l’esatto importo che riguarda il valore del cantiere». A disposizione del Comune c’è ora il milione di euro riscosso dalla fideiussione.
«Ma ora bisogna sapere esattamente quanti soldi mancano per finire il lavoro, visto che l’impresa ha mostrato la volontà di non proseguire l’opera dal momento che la società che aveva vinto l’appalto è uscita di scena pagando la fideiussione». Insomma, un ginepraio. E i tempi restano più che mai incerti per la ripresa del cantiere. «La prossima udienza è stata fissata a luglio – conclude Vai –. Poi bisognerà riaffidare l’appalto. I tempi non saranno brevi».