La missione a Cipro e i nuovi equilibri geopolitici: mentre l’Ue ci pensa e la Nato si ripensa, la storia va avanti
Dei Cipri, più esattamente, due Cipri. Qui occorre un poco di storia. I Crociati, nelle loro complicate vicende, occuparono anche Cipro; per semplificare, diciamo nel XV secolo ne era re Giacomo II di Lusignano, discendente da uno dei diversi pretendenti al trono di Gerusalemme; nominale, giacché dal 1187 la Città Santa era dominio del Saladino e suoi eredi, e tale restò fino al fatale 1917. Giacomo II sposò, nel 1472, la nobile veneziana Caterina Cornero, che, rimasta subito vedova, successe al trono del marito; dopo vari torbidi e ribellioni, Caterina cedette Cipro alla Serenissima Repubblica. Ebbe in cambio grandi onori, splendide ville tra cui Asolo, e lasciò un segno nella letteratura, quando Pietro Bembo vi ambientò le “Prose della volgar lingua”, che sancirono per tre secoli la lingua dotta d’Italia… e ostacolarono la nascita della lingua italiana parlata, ma questo è un altro discorso.
Nel 1570, i Turchi occuparono Cipro nonostante l’eroica difesa e il martirio di Marcantonio Bragadin. In risposta, papa san Pio V creò la flotta cattolica che vinse, il 7 ottobre 1571, a Lepanto; ma non bastò a recuperare l’isola. Dobbiamo giungere al 1878, quando, a seguito della crisi balcanica, la Gran Bretagna ottenne il dominio di Cipro; tenendolo fino al 1960. Non fu nemmeno ciò tanto semplice, perché di fatto Cipro è divisa in un territorio turco, un terzo, e gli altri due terzi territorio di lingua greca; e che fa parte dell’Unione europea. Non è invece membro della Nato, per evidenti veti e della Turchia e della Grecia, membri della Nato entrambe. Nel 1974, ricordate, stava scoppiando un vero conflitto armato, uno dei tanti dell’Egeo e dintorni dai tempi di Elena e Paride.
A questo punto, e oggi che tutti parlano di diritto internazionale, il lettore paziente si chiederà a che titolo Cipro viene difesa da navi da guerra di Italia, Francia, Germania (in extremis, si aggiunge la pentita Spagna!), le quali fanno parte dell’Ue ma non sono lì a nome dell’Ue, e di Gran Bretagna, che dall’Ue è uscita. Non sono lì come Nato, perché Cipro non ne fa parte; non sono lì come Ue, la quale non sta sussurrando uno spiffero a proposito dell’intera guerra, Cipro inclusa. Però ci sono, e se sono navi da guerra, e se accade una cosa qualsiasi come un attacco da chiunque, compito dei comandanti non è tenere una dotta e articolata riunione di docenti di diritto internazionale, ma semplicemente compiere atti militari.
Le navi d’Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna sono sufficientemente attrezzate all’immaginabile bisogna. È già successo con l’operazione Aspìdes (ἀσπίδες, scudi, non Àspides come dicono in tv, che vorrebbe dire serpenti). Ora una domanda sorge spontanea (!!!): la primissima condizione di un’operazione militare è che uno comandi, o dilaga il caos. Immagino che i quattro governi ci abbiano pensato. E se succede, i quattro governi dovranno assumere anche atteggiamenti e posizioni politiche. A che titolo? Se non sarà a titolo di Nato, se non sarà a titolo di Ue… allora sarà a titolo di una specie di Patto a Quattro, per ora informale. Mi fermo qui con i richiami storici.
Nel 2026, attorno alle acque di Cipro, isola della dea Afrodite… dea dell’amore, e come tale di dolori e di gaudi intrecciati… e sposa di Efesto, l’unico dio lavoratore, però è amante di Ares, selvaggio dio della guerra… ebbene può anche darsi che le navi italo-anglo-franco-germaniche (e l’italianissima “Colombo” spagnola) se ne tornino innocenti come sono partite… oppure che, volenti o no, si trovino in mezzo a una battaglia. E qui scatta il principio pratico che “à la guerre comme à la guerre”.
E, salvo novità, è inevitabile intanto i governi di Roma, Parigi, Berlino, Londra si parlino, si confrontino, decidano… e, stando così le cose, decidano senza la Nato, di cui Cipro non fa parte, e senza l’Ue, di cui non fa parte la Gran Bretagna. Ed è altresì vero che la Nato è messa in discussione non da fantasiosi opinionisti nostalgici dell’adolescenza sessantottina, ma da colui senza il quale, nel 2026, non ha alcun rilievo parlare di Nato: il presidente degli Stati Uniti. La Nato, dal 1949 anche per la forma, dal 1941 per la sostanza, sono gli Stati Uniti; e se non vogliono più, o vogliono diversamente, non possiamo fare come gli Indiani dei secoli XVIII e XIX che veneravano un imperatore di Delhi, ma a sua insaputa, e poi andavano tutti ognuno per sé.
Se il paragone calza, può darsi che non si debba perdere tempo a modificare le forme dell’Europa (Commissione; il Parlamento; anonima burocrazia dei tappi e onnipotente nell’ombra…); ma si faccia… accidenti alla storia… come la Santa Alleanza del 1815 (evitate banali ironie: di santo non aveva niente nemmeno quella, figuratevi questa di ora che manco c’è!), la quale sancì il concetto di Grandi Potenze, poi le medie, poi quelle sempre meno potenti; e con diverse vicissitudini, e vari cambi di gerarchie tra Potenze, mantenne la pace fino al 1914: un vero primato, quasi un unico nella storia della “cruenta polvere” europea.
Ma la pace, diciamola brutalmente, è una condizione, auspicabile ma non una finalità cui subordinare e sacrificare ogni altro valore sia spirituale sia materiale. Una pace senza valori non è nemmeno una non-guerra, è, molto peggio, una non-storia, non-cultura, non-identità. Il Quadrumvirato (ops, mi è sfuggito!), o Patto a quattro (idem!), se mai nascessero, dovrebbero dare all’Europa, qui intesa come continente e non come Ue, quello che non ha: un’anima, e di conseguenza una politica, e non solo la politica estera e militare. Per le istituzioni, se sono utili, c’è tempo; e spesso i fatti precedono le forme.
Basta, se non per una battutaccia. Un tempo c’era vita comoda per i profeti, la cui verifica o meno (quasi sempre, meno) succedeva dopo secoli. Oggi le profezie, o più umilmente congetture, vengono messa alla prova entro pochi giorni. Vedremo presto, dunque. Per esempio, proprio ora mentre scrivo scopro che abbiamo (noi, Italia) una base nel Nord dell’Iraq, assieme a quella del Kuwait… e chissà se altre…
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