Elisa Pizzini: “Con Chiara Pellacani alleniamo il sincro…a milioni di km di distanza! Invidio la sua serenità”
Un talento purissimo che ha fatto sognare e farà sognare ancora l’Italia. La tuffatrice Elisa Pizzini è stata una delle ultime ospiti di Focus, rubrica di approfondimento in onda sul canale YouTube di OA Sport a cura di Alice Liverani, per raccontare le sue sensazioni dopo un 2025 pregno di splendidi risultati e per tracciare la strada verso il futuro con direzione Los Angeles 2028. “Fare bene” e “migliorare” sono le parole d’ordine, valevoli sia negli impegni individuali sia in quelli in sincro con la compagna Chiara Pellacani.
In prima battuta, la laziale ha sottolineato l’importanza dei Gruppi Sportivi (l’atleta è in forza alle Fiamme Gialle, ndr), raccontando anche i suoi primi passi sul trampolino: “I Gruppi Sportivi ci supportano facendoci fare quello che ci piace – ha detto Pizzini – Quando mi sono accorta che il mio sport sarebbe diventato un lavoro? Non da troppi anni: ho cominciato nel 2016, prima facevo ginnastica artistica, l’ho fatta per tanti anni. La passione, la determinazione e l’impegno è sempre stato lo stesso. Poi da più grande ho capito che poteva diventare anche un lavoro. Non ho mai creduto così tanto in me stessa, non mi sentivo sempre all’altezza. Credo che un evento chiave sia stato il primo Europeo, quello del 2022 a Roma. Avevo 17 anni, ho fatto una finale europea. In quel momento ho capito di potercela fare. Il Foro Italico era pieno, gareggiare con Chiara (Pellacani, ndr) è sempre stata una cosa fantastica. C’era tantissimo pubblico, l’emozione è stata indescrivibile“.
Tecnica, precisione, forza mentale sono i tre ingredienti principali di uno sport fascinoso come quello dei tuffi: “La testa conta tantissimo, me ne sono accorta andando avanti con il mio percorso. Sul trampolino ci sei tu, ci sono i tuffi da fare, devi avere il giusto approccio indipendentemente da quello che succede e lo devi ben incanalare in quei tre secondi. La gara è solo di testa, la condizione fisica non è la cosa principale. Cosa penso prima di fare un tuffo? A livello tecnico la mia allenatrice mi dà le ultime indicazioni prima di salire. Poi non penso a niente: parto. Prima ci sono dei respiri, la voglia di mettere l’energia nei posti giusti. Dopo niente“.
Pizzini ha poi parlato del rapporto con Chiara Pellacani (stanziata negli Stati Uniti), con cui condivide l’esperienza in sincro: “Con lei ho sempre avuto molta sintonia a livello umano. Poi per me è un punto di riferimento. Ci siamo allenate bene insieme, non abbiamo mai avuto nessun tipo di disguido. L’una aiuta l’altra, c’è una sintonia perfetta. A lei invidio nel senso buono il modo in cui riesce ad essere serena nel fare le cose. Sa di essere brava. Scherzandoci su, quello che viene meglio a me è una cosa che non viene bene a lei: a me vengono bene le entrate indietro, le entrate in rotazione indietro rovesciata. I tuffi indietro quando sono da sola o rovesciato se in sincro sono i miei due punti forti. Il mio preferito è il doppio e mezzo rovesciato dai tre metri. Per impararlo bene ci avrò messo tre o quattro anni; ho iniziato a farlo da piccolina, forse quindici anni, ma ci vuole tempo per dire di saperlo fare. In ogni gara che ho fatto l’anno scorso mi sono portata dietro un insegnamento diverso: abbiamo fatto tante tappe di Coppa del Mondo, lì ti porti dietro qualcosa di tecnico ma anche di personale. Gli Europei di Antalya con Chiara sono stati la mia prima gara importante, così come i Mondiali di Singapore dove siamo arrivate quinte”.
Un calendario così fitto caratterizzato da gare sempre più importanti richiede il supporto di un Mental coach: “Riconfermarsi è difficile. Per svuotare la mente faccio tanti respiri e tanti saltelli, ma non penso a niente di specifico per non farmi venire ansia. Un mental coach dello sport Serve sempre. Lui può darti dei consigli importanti a seconda delle situazioni“.
L’azzurra si è soffermata sui prossimi obiettivi: “Ci sono delle Coppe del Mondo, gli Europei, ma prima ci sono le qualifiche. Stiamo lavorando tanto in funzione del sincro con Chiara, quando ci vedremo ci riallineeremo sulla stessa lunghezza d’onda. Preparare un sincro a milioni di chilometri di distanza? Noi abbiamo cominciato così. Quando lei è qui ovviamente è più semplice, ma non ci troviamo neanche male in questa modalità. Sappiamo entrambe su cosa lavorare prima di ritrovarci. Raggiungerla negli Stati Uniti? Beh, almeno per un saluto sì. Scherzi a parte, allenarmi lì un mese in funzione di quello che dobbiamo fare mi piacerebbe, sarebbe molto utile. Sicuramente dobbiamo lavorare sulla pulizia dei tuffi iniziali, se fai bene quelli sei già un passi avanti. Dei tuffi che stiamo facendo nel sincro ne abbiamo uno che non mi convince: il triplo e mezzo avanti. Ci sono stati già dei miglioramenti esponenziali. Nei tuffi ci si aiuta a vicenda. Se miglioriamo le partenze, anche il sincro automaticamente migliora. Cosa mi auguro per il compleanno? (l’atleta ha compiuto il 21 gennaio 21 anni, n.d.r)? Non si dice: è scontato per un atleta dire l’obiettivo per cui si spengono le candeline. Mi auguro ci sia un bel futuro per me e per Chiara per i prossimi appuntamenti… e per Los Angeles. Mi auguro anche un percorso lineare senza troppi intoppi”.
In ultimo Elisa ha dato un consiglio a tutti i ragazzi che si vogliano approcciare al mondo dei tuffi: “Come in tutti gli sport il consiglio è quello di crederci, anche più di quello che ho fatto io. Serve impegno e sacrificio, quelli ripagano sempre“.