ATP Miami: il miglior Berrettini dell’anno elimina Bublik e vola al terzo turno
M. Berrettini b. [10] A. Bublik 6-4 6-4
Dopo le uscite di Casper Ruud e Jack Draper, una terza testa di serie saluta prematuramente il torneo: Alexander Bublik è costretto ad arrendersi, mentre Matteo Berrettini prosegue il suo cammino e può continuare a difendere il quarto di finale conquistato lo scorso anno. Prestazione solida e convincente del romano, che al Miami Open supera il kazako, mostrando continuità al servizio, lucidità nei momenti chiave e una condizione fisica in netta crescita. Un successo costruito con intelligenza tattica e concretezza, che lo riporta a brillare anche contro avversari di alto livello.
Primo set: partenza sprint e gestione, Berrettini indirizza subito il match
L’inizio sorride subito a Matteo Berrettini, che approccia il match con grande decisione e strappa immediatamente il servizio a Alexander Bublik. Il kazako fatica a trovare ritmo, concede tre palle break in apertura e, dopo averne cancellata una, capitola: è break a freddo e 1-0 azzurro. Sulle ali dell’entusiasmo, il romano tiene il servizio con autorità, senza lasciare punti, consolidando il vantaggio e salendo rapidamente sul 2-0. La sensazione è che l’azzurro abbia in mano il pallino del gioco.
Il set sembra indirizzato, ma non è finita. Bublik, fedele alla sua natura imprevedibile, prova a rientrare e nel sesto gioco si costruisce diverse occasioni in risposta. Il game si allunga ai vantaggi, con il kazako che si procura più palle break, ma Berrettini resta lucido nei momenti delicati: annulla tutte le opportunità con personalità e qualità al servizio, riuscendo a uscire indenne da una situazione complicata e a confermare il vantaggio.
Da quel momento, la sfida si assesta: l’italiano continua a fare il suo, solido nei turni di battuta, mentre il suo avversario prova a restare in scia senza però riuscire a recuperare il break di svantaggio. Si arriva così al decimo game, con Berrettini avanti 5-4. È il momento della verità: il romano non trema, gestisce con lucidità e si costruisce il set point, che trasforma con autorità, chiudendo 6-4 in 47 minuti.
Secondo set: controllo totale e sangue freddo, l’azzurro chiude senza esitazioni
Nel secondo set Matteo Berrettini dà subito la sensazione di voler chiudere i conti. Dopo un avvio equilibrato, è lui a trovare lo strappo nel terzo game, quando si procura una palla break e la trasforma con decisione, salendo sul 2-1. Alexander Bublik prova a cambiare ritmo affidandosi spesso alla palla corta, ma la scelta si rivela controproducente: l’azzurro legge sempre in anticipo la giocata, arriva con grande rapidità sulla palla e neutralizza ogni tentativo.
La sensazione è quella di un Berrettini tirato a lucido, brillante sia fisicamente che mentalmente, mentre il kazako appare più opaco rispetto alla versione ammirata nella scorsa stagione. Anche quando nel sesto game si affacciano nuove difficoltà, con alcune palle break concesse, il romano non perde lucidità: si salva con autorità, affidandosi a un servizio continuo ed efficace, e consolida il vantaggio sul 4-2.
Da lì in avanti, il match scorre senza ulteriori scosse. L’italiano mantiene il controllo, non concede più spiragli e si avvia con sicurezza verso la chiusura. Nell’ultimo game è emblematico il modo in cui mette il sigillo alla partita: tre ace e nessuna esitazione, per un finale netto e senza patemi. La partita si conclude con il punteggio di 6-4 6-4 in favore del tennista romano, in un’ora e mezza.
Una prestazione solida e convincente, impreziosita da numeri importanti: perfetto nella gestione dei momenti delicati, con sei palle break su sei annullate, alte percentuali al servizio e 15 ace complessivi. Un segnale forte, anche perché si tratta della prima vittoria contro un top 20 da quella ottenuta a Monte Carlo lo scorso anno contro Alexander Zverev. Al terzo turno, il romano affronterà il vincente della sfida tra Valentin Vacherot e Mariano Navone.