Altro che toghe “impunite”: alla vigilia del referendum il Csm radia il nono magistrato in tre anni. E ne sospende due
Un magistrato radiato e altri due sospesi dalle funzioni e dallo stipendio in via cautelare. La Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, che la riforma Nordio vorrebbe sostituire con l’Alta Corte, emette in un colpo solo tre provvedimenti pesantissimi alla vigilia del referendum, quasi una risposta allo slogan del Sì secondo cui le toghe inadeguate “non pagano mai“. All’udienza di giovedì – l’ultima prima del voto – il tribunale interno ha espulso dall’ordine giudiziario l’ex giudice di Tempio Pausania Vincenzo Cristiano, colpevole di aver ricevuto “agevolazioni, utilità e vantaggi” da un indagato a cui aveva imposto una misura cautelare. Si tratta del nono magistrato radiato in tre anni da questo Csm, insediato a inizio 2023: un numero mai visto prima. Lo stesso giorno, poi, sono state depositate due ordinanze di sospensione cautelare, cioè di allontanamento temporaneo dal servizio in attesa dell’esito del processo disciplinare: una a carico del giudice della Corte d’Appello di Messina Michele Alajmo, l’altra di Ida Perrone, pm a Castrovillari.
La radiazione del giudice Cristiano arriva a sua volta dopo una lunghissima sospensione cautelare, scattata in automatico con l’arresto del magistrato nel 2016. Cristiano era accusato di corruzione per aver ricevuto, tra il 2015 e il 2016, vari regali e favori da Umberto Galizia, un imprenditore indagato per estorsione e usura, a cui lui stesso, nel 2014, aveva inflitto il divieto di dimora in qualità di gip. In particolare, Galizia – che puntava alla revoca della misura cautelare – aveva concesso al magistrato e alla sua compagna ucraina l’uso gratuito di un appartamento a Olbia, gli aveva fatto ottenere una Smart a metà prezzo (sempre per la compagna) e gli aveva regalato una fornitura di stoviglie e una macchina del ghiaccio per il ristorante di cui era socio a San Teodoro. Nel processo penale il giudice era stato assolto, per mancanza della prova che i regali fossero legati all’esercizio della sua funzione. Ma poiché i fatti sono stati accertati, la Sezione disciplinare ha deciso di punirlo comunque con la sanzione massima, la rimozione dalla magistratura.
In attesa della sanzione, è stato invece sospeso Michele Alajmo, giudice d’Appello a Messina: per tutto lo scorso anno, si legge nel capo d’accusa, “ometteva di esaminare gli atti dei procedimenti o comunque li esaminava con estrema superficialità e grave negligenza, in tal modo creando problemi al funzionamento della sezione” a cui era assegnato. Durante un’udienza, in particolare, “incorreva
in clamorosi errori nella narrazione dell’iter processuale” svolgendo la relazione sul caso, e , “a seguito delle osservazioni del difensore, si giustificava ammettendo pubblicamente di non aver preso visione del fascicolo processuale”. Sospesa in via cautelare anche Ida Perrone, pm a Castrovillari, sottoposta a quattro diversi procedimenti disciplinari, già condannata più volte per “comportamenti gravemente scorretti” nei confronti dei volleghi e per questo trasferita di sede già tre volte: il Csm ha risposto alle ripetute segnalazioni del procuratore di Castrovillari e del procuratore generale di Catanzaro, che segnalavano atteggiamenti aggressivi e paranoici tali da “creare un clima intollerabile nell’ufficio“.
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