La consulenza Cattaneo: «Chiara lottò con il suo aggressore»
GARLASCO. «Segni di colluttazione, compatibili con un tentativo di difesa da parte di Chiara Poggi»: è questo il punto da cui riparte il caso di Garlasco secondo le ultime indiscrezioni sulla consulenza depositata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo. A rilanciare la notizia è il Tg1, che descrive un’aggressione tutt’altro che improvvisa e fulminea, ma sviluppata in più fasi, tra il piano terra e le scale della villetta di via Pascoli. Secondo quanto emergerebbe, la 26enne non si sarebbe limitata a proteggersi, ma avrebbe reagito. Sul corpo, oltre ai segni riconducibili ai colpi inferti con un oggetto contundente — probabilmente un martello mai ritrovato — sarebbero presenti ecchimosi, lividi e abrasioni su braccia e gambe. Elementi che suggeriscono una violenta colluttazione con l’aggressore. «Chiara avrebbe lottato a lungo», si sottolinea nella perizia secondo il Tg1, mentre veniva colpita e spinta verso le scale, dove poi il corpo venne ritrovato. Un dettaglio, se confermato, potrebbe avere implicazioni rilevanti anche sul piano investigativo: le tracce di DNA trovate sotto le unghie della vittima. In questo scenario, infatti, potrebbero essere il segno diretto di un contatto fisico con l’assassino durante la difesa. Per l’omicidio, avvenuto il 13 agosto 2007, è stato condannato in via definitiva a 16 anni l’allora fidanzato Alberto Stasi, oggi in semilibertà. Ma il caso è tornato al centro dell’attenzione con la nuova iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, già indagato e archiviato due volte tra il 2017 e il 2020. Le nuove indagini su Sempio, aperte un anno fa, sarebbero vicine al termine. Scettica la reazione dell’avvocato dei genitori Poggi, Gianluigi Tizzoni: «Per chi crede agli scoop su indagini che dovrebbero essere segrete e non vuole confrontarsi con quanto già stabilito nel contraddittorio delle parti dalle perizie (non consulenze tecniche di parte) del 2009 e 2014 quelle del tg1 sono notizie che sembrano poter essere interessanti, per chi conosce gli atti pubblici del processo stasi e conosce le regole sul giudizio di revisione quanto detto dal tg1 non stimola alcun interesse». Resta però il dato investigativo: se davvero Chiara Poggi ha combattuto, la dinamica dell’omicidio potrebbe assumere contorni diversi.