Ivrea, Nes consegna 4 scatoloni di medicine per Cuba
IVREA. Sono stati consegnati i medicinali che l’associazione Nes (Nuovi equilibri sociali) di Ivrea ha raccolto nella scorsa settimana grazie alle generose donazioni degli eporediesi, e che ora viaggeranno oltre oceano per raggiungere Cuba. Mentre infatti l’isola affronta oggi la sua più grave crisi energetica a causa del blocco all’importazione di petrolio imposto dagli Stati Uniti, con tanto di blackout a ospedali e infrastrutture essenziali, nel mondo un movimento internazionale denominato Nuestra Amèrica convoy si è attivato per raccogliere medicinali da portare con un convoglio di imbarcazioni a Cuba. Un movimento al quale l’associazione eporediese ha deciso di aderire, lanciando una raccolta di medicinali con la quale contribuire.
Chiamata, Ivrea ha risposto: in pochi giorni i cittadini eporediesi si sono attivati, donando numerose scorte di medicinali e materiali sanitari di base, che ora potranno arrivare sull’isola. «Ci siamo stupiti anche noi della risposta – ha spiegato Jacopo Pitti di Nes –. Quando abbiamo raccolto come associazione la richiesta arrivata dai gruppi torinesi che stavano organizzando questa spedizione, abbiamo fatto girare il messaggio tra i nostri contatti e i gruppi che avrebbero potuto essere interessati. In pochissimi giorni abbiamo ricevuto circa 4 scatoloni pieni fino all’orlo. Siamo contenti della solidarietà dimostrata».
Non solo pastiglie, antidolorifici e antibiotici, ma anche tantissimo materiale sanitario come guanti, siringhe e bende, e disinfettanti come alcol e acqua ossigenata. Una dimostrazione di solidarietà non isolata: il convoglio internazionale Nuestra América Convoy in una delle raccolte coordinate online ha raggiunto oltre 3mila donatori, raccogliendo 480mila dollari, mentre le spedizioni fisiche di aiuti organizzate parallelamente negli Stati Uniti hanno preparato oltre 200mila dollari di materiale medico in un primo carico destinato a Cuba. In parallelo alla mobilitazione civile, ci sono anche aiuti umanitari statali molto più grandi, come dal Messico, dove sono partite centinaia di tonnellate di aiuti alimentari e medicinali su navi dirette a Cuba. Una solidarietà internazionale forte, nata anche in risposta all’aiuto sanitario che nei decenni Cuba ha fornito al resto del mondo, inviando i propri medici dovunque ce ne fosse bisogno: un esempio su tutti, la Calabria, dove nonostante le pressioni degli Stati Uniti la Regione ha già confermato che i medici cubani resteranno, perché sono stati essenziali per tenere in piedi il sistema sanitario.lorenzo zaccagnini