Il sarto Kingsley e la sua bottega a Forno «Qui ho ricevuto una bella accoglienza»
Viola Configliacco
/ Forno Canavese
Da quando è arrivato in Italia Kingsley ha sempre lavorato come sarto, tra abiti da confezionare e riparazioni per andare incontro alle esigenze e alle richieste dei clienti. Dopo tanti anni a Torino, la scorsa settimana ha inaugurato la sua bottega a Forno Canavese, dove ha iniziato un nuovo percorso insieme alla sua famiglia. Il taglio del nastro del piccolo negozio di via Gioberti 17 è avvenuto sabato scorso e l’accoglienza del paese è stata ottima. Abbiamo chiesto a Kingsley Ogbomo di raccontarci il suo percorso.
«Con la mia famiglia, mia moglie Victory e i nostri figli, siamo arrivati a Forno quasi un anno fa – spiega il sarto –. Prima vivevamo a Torino, dove siamo rimasti una decina di anni. Era lì che lavoravo ed avevo aperto anche un mio negozio di sartoria. Ho vent’anni di esperienza alle spalle e ho lavorato anche in una fabbrica sartoriale, oltre che in proprio. Quasi un anno fa abbiamo deciso di spostarci in provincia e mantenere il lavoro a Torino sarebbe stato troppo complicato per la strada da fare ogni giorno, per il tempo impiegato e per il traffico, così ho pensato di aprire in Canavese la mia nuova sartoria. Confeziono abiti su misura, vendo quelli di mia creazione e mi occupo anche di riparazioni».
Il mestiere di sarto Kingsley l’ha imparato nel suo paese natale, la Nigeria. «È là che ho appreso tutti i trucchi del mestiere ed è in Nigeria che ho cominciato a lavorare in questo settore, quando ero ancora un ragazzo. Ora ho quasi 36 anni e lavoro come sarto da una ventina d’anni – racconta –. Nella zona ho visto un’occasione, perché non c’è quasi più nessuno che lavora in questo ambito. Mi è sembrato che ci fosse bisogno di un sarto con esperienza, capace di soddisfare le richieste dei clienti».
Tra le creazioni proposte ci sono abiti per l’uomo e per la donna, adatti alle occasioni di tutti i giorni e anche quelli perfetti per le cerimonie. Ma non solo, perché il sarto si occupa anche di lavori legate ai tessili e agli arredi per la casa: «Amo i colori e le stoffe colorate, che non mancano mai, ma ci sono anche i tessuti classici. Confeziono camicie, pantaloni, completi, gonne e vestiti di ogni tipo, ma anche abiti perfetti per le grandi occasioni, come gli abiti da sposa e tanto altro».
A confermarlo è sua moglie Victory: «Ha creato anche quello che ho indossato io quando ci siamo sposati. Volevo una cosa particolare, un abito che si divide in due pezzi e che si può anche indossare nuovamente. Lui ha realizzato proprio ciò che desideravo e dopo di me anche una mia amica si è rivolta a lui per l’abito che sognava per il giorno del suo matrimonio. È bello avere un sarto per marito: quando vedo uno stile che mi piace gli mostro un’immagine e lui poi ricrea e confeziona quel vestito per me, su misura».
Trasferirsi a Forno, per la coppia, ha rappresentato una vera scelta di vita e il paese canavesano, come hanno dimostrato la grande affluenza di persone che ha partecipato all’inaugurazione della Sartoria Kingsley la scorsa settimana e i clienti che stanno confermando la loro fiducia, li ha accolti con entusiasmo. «Abbiamo acquistato l’intero stabile di via Gioberti, sotto c’è il negozio, sopra viviamo noi – raccontano –. L’accoglienza è stata ottima e all’inaugurazione con ci aspettavamo così tanta gente. A Forno ci siamo sentiti accolti».
La loro è una storia cresciuta col tempo: «Ci conoscevamo già in Nigeria, prima di arrivare in Italia. Eravamo amici, poi dopo molti anni ci siamo ritrovati. Così è nata la nostra famiglia. Abbiamo vissuto a Torino, poi abbiamo pensato di trovare un posto bello e tranquillo in cui far crescere i nostri figli. Cercando il posto adatto per noi siamo arrivati in Canavese, a Forno. Ci siamo trovati bene sin da subito e la gente, molto più che nella grande città, ci ha accolto molto bene». —