Uccisa dal marito a Bergamo Valentina sepolta a Vellezzo
Vellezzo Bellini. Valentina Sarto, vittima del femminicidio di Bergamo di pochi giorni fa, è stata sepolta nel cimitero di Giovenzano. Nella frazione di Vellezzo Bellini vive infatti la madre, Lia Ventura. Martedì mattina (24 marzo) si sono svolti i funerali nella chiesa di Santa Caterina, a Bergamo. Dopodiché la salma è stata trasferita in provincia di Pavia. Ad accogliere la famiglia c’era il sindaco di Vellezzo, Graziano Boriotti: «Non conoscevo né Valentina né la madre, ma in queste situazioni non cambia niente - ha commentato -. Sono perdite che lasciano un segno indelebile, che vanno oltre la dimensione familiare e toccano l'intera collettività».
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Il delitto
L’uomo che ha ucciso Valentina Sarto è il 49enne Vincenzo Dongellini. I due abitavano insieme a Bergamo e da maggio dello scorso anno erano sposati. Il loro rapporto negli ultimi tempi si era complicato per via della gelosia di Dongellini. In particolare, da qualche mese Sarto si frequentava con un altro uomo, Moris Panza. Una relazione che aveva scatenato la possessività del marito, arrivato a minacciarla di morte in alcuni messaggi vocali che la 41enne aveva inoltrato a delle amiche e ora sono stati messi agli atti. «Non voleva neanche che telefonasse a me – ha raccontato Lia Ventura, madre di Sarto –. Lo doveva fare di nascosto. Io le dicevo che doveva lasciarlo». Insieme a Panza, la donna aveva anche parlato con i carabinieri per valutare una denuncia nei confronti di Dongellini. Si era data qualche giorno di tempo per decidere se procedere. Poi, mercoledì scorso, la tragedia.
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Il femminicidio
Secondo le ricostruzioni, marito e moglie avrebbero avuto una discussione martedì sera che sarebbe ripresa la mattina seguente. Il 49enne sostiene che anche Sarto fosse armata. Il dato di fatto rimane un fendente al collo, con una lama da cucina da 20 centimetri, che l’uomo ha sferrato alla moglie. Il colpo ha raggiunto un polmone e ucciso la donna. L’assassino, che soffriva di depressione, si trova piantonato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il lutto Lia Ventura non è originaria del Pavese. Si è trasferita a Giovenzano da qualche tempo e qui per un po’ ha vissuto anche la figlia Valentina Sarto. In paese la conoscono in pochi, ma la notizia non ha potuto che sconvolgere la comunità. «Ho stretto la mano alla madre e le ho portato la vicinanza dell’amministrazione e di tutta la cittadinanza – ha detto il sindaco Boriotti –. È una vicenda che ci impone una riflessione profonda». Anche don Gabriele Romanoni, parroco di Vellezzo Bellini e Giovenzano, si è unito all’abbraccio ai familiari: «Quando abbiamo ricevuto la notizia siamo rimasti sconvolti. Abbiamo pregato in comunità per la signora Lia e per tutta la famiglia». —