Pattinaggio artistico: l’Italia chiude la stagione con una prestazione solida ai Mondiali. Gutmann MVP
Seppur a mezzo servizio, l’Italia ha risposto presente anche ai Campionati Mondiali 2026 di pattinaggio artistico, rassegna appena conclusa sul ghiaccio dell’O2 Arena di Praga, in Repubblica Ceca. Con un roster contrassegnato da molteplici defezioni, il gruppo azzurro ha inciso lì dove poteva, centrando due ottimi piazzamenti in top 10 nelle prove individuali, merito di Lara Naki Gutmann e Daniel Grassl, due atleti che hanno saputo mantenere alta l’asticella dall’inizio alla fine di questa annata sportiva.
Il ruolo di MVP spetta alla trentina, capace di raccogliere addirittura la quinta piazza sfornando due programmi con pochissimi errori e mettendo sul piatto una personalità, un carisma, una personalità elegante quanto sofisticata che non ha eguali in tutto il panorama. Il suo nuovo personal best di 205.12, arrivato al termine di un libero pazzesco, risulta essere la ciliegina sulla torta dopo sette mesi incredibili, in cui la nostra ha più volte scollinato i 200 punti nel totale guadagnando anche medaglie di enorme valore, vedi il bronzo agli Europei e quello nella prova a squadre di Milano Cortina 2026.
Non capita tutti i giorni di raggiungere un’icona come Carolina Kostner. Ma Lara Naki è riuscita nell’intento, riportando una donna italiana lì, al vertice delle classifiche mondiali, proprio ad otto anni di distanza dalla quinta piazza coquistata da bronzo di Sochi 2014 alla rassegna iridata di Milano 2018.
Benissimo anche Grassl, atleta che oltre le spiccate doti tecniche che tutti conosciamo è anche salito vistosamente di colpi sul versante interpretativo, ottenendo sempre più consensi da parte di pubblico e addetti ai lavori. Resta di tanto in tanto qualche problema nelle rotazioni dei quadrupli (è capitato anche in questa occasione), ma sembra esserci abbondantemente lo spazio per poter lavorare su questo aspetto, in vista di un futuro che si prospetta sempre più raggiante.
Difficile tracciare un bilancio invece per quanto riguarda Gabriele Frangipani, chiamato all’ultimo per sostituire Matteo Rizzo ma comunque ammirevole nell’affrontare in modo concreto un impegno difficilissimo nonostante i tanti, tantissimi, mesi difficili ormai messi alle spalle. Discorso speculare per gli altri protagonisti. Irma Caldara-Riccardo Maglio nelle coppie d’artistico sono riusciti nel loro intento di centrare la qualificazione per il segmento lungo, per poi perdere leggermente quota nel libero per via di alcuni errori che fanno parte del percorso. Eliminati invece già dalla rhythm dance Victoria Manni-Carlo Roethlisberger e i debuttanti Giulia Isabella Paolino-Andrea Tuba, entrambi ritrovatisi in un contesto quasi impossibile, con un livello stellare ma con la consapevolezza di dover dare ancora tanto per crescere all’interno di un ambiente sui generis come quello della danza.