Jiri Lehecka ammette: “Giocare contro Sinner è stato come sbattere contro un muro”
Jiri Lehecka ha concluso il suo percorso nel Masters1000 di Miami non come avrebbe voluto. Protagonista di una grande cammino sul cemento della Florida, il ceco ha affrontato nell’atto conclusivo il n.2 del mondo, Jannik Sinner, e la maggior solidità dell’altoatesino ha pesato non poco nei momenti decisivi. Il duplice 6-4 lo sta a certificare.
Ne ha parlato Lehecka nel corso della conferenza stampa: “Credo che esperienza e fiducia siano stati due aspetti che hanno pesato non poco in questa finale. Lui l’ha dimostrato nel momento cruciale del primo set, quando si è trovato sotto 0-40 ed è stato in grado poi di conquistare quel game. In quel momento ha servito in modo incredibile: cinque prime di fila. Ho pensato che se avesse giocato più seconde, avrei avuto buone possibilità di trovare ritmo e metterlo sotto pressione. Ma penso che lui abbia percepito la stessa cosa e abbia alzato il livello: da lì in poi è stato molto difficile metterlo in difficoltà nei suoi turni in battuta“, le sue considerazioni.
Al ceco poi è stato chiesto di fare un confronto coi match precedenti, pensando in particolare alla netta sconfitta subita da Jannik sulla terra rossa di Parigi: “In quel caso le condizioni erano estremamente difficili per il mio stile. Lui aveva tutte le armi, mentre io non riuscivo a sfruttare il servizio e, ogni volta che giocavo un buon colpo, lui aveva tutto il tempo per rispondere. Qui è stato un po’ diverso. Le condizioni erano comunque pesanti, anche per la pioggia, e non mi hanno aiutato molto, ma ho giocato decisamente meglio rispetto a Parigi. Mi sono concentrato sul non ripetere gli stessi errori, usando di più la battuta come arma e cercando anche di venire a rete“.
Sull’aspetto positivo: “Direi la costanza. Ho giocato tante partite, in condizioni diverse, contro giocatori diversi, e sono riuscito a mantenere efficaci le mie armi principali. È qualcosa su cui ho lavorato molto negli ultimi mesi. Sono anche molto soddisfatto del mio atteggiamento mentale: la capacità di rientrare quando le cose non andavano bene. Per esempio, la partita contro Taylor Fritz: nel secondo set stavo giocando meglio, poi lui è rientrato, ha dominato gli scambi e ha vinto il tie-break. Il modo in cui ho reagito nel terzo set è stato molto positivo“.
Lehecka si era presentato alla finale senza mai aver perso il servizio e, affrontando Sinner, il cambiamento è stato chiaro: “Ho avuto la sensazione di ‘sbattere contro un muro’. Lui rispondeva molto bene e metteva sempre più pressione. Non è stato facile. Era una bella statistica non perdere il servizio fino alla finale, ma sapevo che prima o poi sarebbe successo. Non penso mi abbia condizionato più di tanto: l’ho vissuto come qualsiasi altro break. Subito dopo sono rimasto calmo e ho provato a recuperare, avendo anche tre buone occasioni. Ma lì si è visto il livello dell’avversario: cinque prime consecutive nei momenti decisivi. Ho avuto praticamente una sola possibilità concreta sul 30-40, poi due ace. Questo dimostra quanto sia forte: nei momenti cruciali si è affidato al servizio in modo perfetto. Non credo che avrei fatto qualcosa di diverso“.